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Il sindaco di Balvano risponde al nostro articolo: “Non ho favorito nessuno per l’appalto della cava”

Le precisazioni di Costantino Di Carlo dopo il rinvio a giudizio per abuso d'ufficio

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Egregio Direttore,

avrà letto anche Lei che in data 5 febbraio ho ricevuto dall’Ufficio GIP del Tribunale di Potenza la notizia di rinvio a giudizio, unitamente alla ex giunta comunale, per abuso d’ufficio.

Nell’anno 2011 abbiamo votato una delibera per consentire ad una azienda estrattiva, autorizzata dalla Regione Basilicata, di completare i lavori di scavo e ripristino ambientale, ma anche per tutelare diverse decine di dipendenti che ivi lavorano, come – tra l’altro – aveva statuito lo stesso TAR di Basilicata, con apposita ordinanza.

Nessun sentimento può indurmi a criticare la decisione dei giudici, anzi, al contrario, ritengo di dover attendere con fiducia la data della prima udienza (27 maggio 2019), per poter addurre le motivazioni di quella decisione e le ragioni del nostro agire sincero.
Egregi dottori Giusy Cavallo e Michele Finizio, con riferimento all’argomento che ci occupa avete nei vostri articoli riportato molte volte, negli ultimi mesi, cose non vere a danno del sottoscritto, come ad esempio che il Comune di Balvano, anziché far pagare € 240.000 ne avrebbe fatte pagare € 53.000 l’anno e che “anziché adoperarsi per dar corso ad un contratto più vantaggioso per l’Ente pubblico si adopera per far risparmiare alla ditta aggiudicataria circa €190.000 l’anno che fino ad oggi ammonterebbero a € 950.000 di bonus. Strano vero?”.

(Articolo Balvano, l’appalto nella nebbia)

Strano si, perché Lei pur conoscendo bene gli atti di indagine abbia omesso di scrivere la verità.

Infatti, dottoressa Cavallo, nell’ambito di un procedimento penale di Sua sicura conoscenza è emerso che la ditta aggiudicataria della gara pubblica Cava La Pedicara “ha versato nelle casse del Comune di Balvano, a far data dal maggio 2014 (data di aggiudicazione definitiva) il canone annuo di euro 120.000, vale a dire per un importo corrispondente all’offerta economica dalla stessa presentata”, in assoluto contrasto con quanto Lei e il suo collega avete scritto.

Ed ancora avete scritto in data 9 aprile 2018 che il Sindaco di Balvano avrebbe ricevuto un appartamento in Potenza, alla via Mazzini, dalla ditta Cava La Pedicara, come dono per aver concesso l’area di cava alla Società Cava La Pedicara.

Ebbene, nell’ambito del Procedimento Penale che vede interessate le Signorie Vostre, a seguito di attività di indagine è emerso in maniera chiara che “non vi è traccia dell’immobile allocato in via Mazzini del Comune di Potenza ricevuto dal Sindaco di Balvano dalla ditta Cava la Pedicara e si sottolinea che il predetto primo cittadino di Balvano non risulta proprietario di nessun immobile in Potenza.”

È emerso inoltre, in maniera altrettanto chiara che, “l’iter procedurale relativo all’affidamento della gestione della Cava la Pedicara di proprietà del Comune di Balvano CONTRASTA con quanto riportato nell’articolo pubblicato dal giornale on line Basilicata 24 in data 9 aprile 2018 a firma dei giornalisti Michele Finizio e Giusy Cavallo, che ad ogni buon uopo sono stati entrambi generalizzati”.

Con il vostro articolo avete insinuato che il sottoscritto avrebbe favorito la cava per aver avuto un appartamento in Potenza.

Dagli atti della Procura di Potenza è emerso, però, ed in maniera inequivoca che il sottoscritto non ha ricevuto appartamenti né dalla ditta Cava La Pedicara, né da chicchessia e che il Comune di Balvano ha fatto causa alla ditta, vincendo, perché pagasse quanto dovuto, che ha regolarmente pagato.

Al sottoscritto, come ai componenti della Giunta comunale, non sono contestati affarucci, soldi, case, favori ecc, ma la legittimità o meno di un atto amministrativo.

Negli anni abbiamo sempre atteso, ed in silenzio, di poterci difendere in Tribunale e sempre abbiamo accettato l’esito, che tutte le volte ci ha visto innocenti.
In quasi 15 anni mai, né io, né i miei Consiglieri abbiamo ricevuto un rinvio a giudizio e/o una condanna per il nostro operato.

Se non dovessero risultare responsabilità a nostro carico è giusto che ciò emerga, come – al contrario – se dovesse emergere che abbiamo sbagliato nella nostra decisione, è giusto che ne rispondiamo personalmente come prevede la legge.

Alla luce di quanto detto, chiedo alla signora Giusy Cavallo ed al signor Michele Finizio, autori di diversi articoli sull’argomento che mi hanno visto interessato, di pubblicare senza modifiche o integrazioni la mia lettera e voler rettificare le notizie false e/o distorte, con articoli che riportino la verità fedele agli atti di procedimento che smentiscono quanto Lei e il Suo collega avete scritto sul mio conto.

Grazie

Costantino Di Carlo – Sindaco di Balvano

Egregio sindaco Di Carlo, come già fatto in una sua precedente richiesta di rettifica   pubblichiamo la sua ulteriore  replica   e le ricordiamo che, negli articoli da lei non graditi, ci siamo limitati a scrivere quello che emerge dalle carte del procedimento penale che la coinvolge esercitando il nostro diritto di cronaca. Se lei e la sua Giunta avete agito nel rispetto della Legge lo stabiliranno i giudici nel processo che vi riguarda. Ciò che scrive nella sua replica, ossia le stesse cose della replica precedente a cui le abbiamo già risposto, lo deve dire ai giudici non a noi.

Giusi Cavallo

 

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