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Asm, lavoratori e sindacati denunciano “Discriminazioni, abusi, irregolarità. Pronti allo sciopero generale”

Prosegue lo stato di agitazione

A seguito della proclamazione dello stato di agitazione del personale dipendente del Comparto dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera effettuato dalle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Fsi- Usae si sono svolte assemblee del personale dipendente del comparto nella sede centrale dell’Asm e in tutti i cinque presidi ospedalieri del territorio della provincia di Matera.

Alle assemblee hanno preso parte le lavoratrici e i lavoratori di tutti i profili professionali, che hanno portato il loro contributo di conoscenza ed esperienza, oltre che manifestato un grande senso del dovere e di appartenenza, nonostante la difficile situazione nella quale si trovano ad operare, aggravata dalla “irragionevole”, “improvvida” e “vessatoria” decisione aziendale di sospendere, a decorrere dal mese di marzo, l’erogazione degli emolumenti attribuiti a titolo di progressione economica orizzontale.

Infatti, è stato evidenziato come è sempre più difficile per i dipendenti dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera trovare le giuste motivazioni per lavorare serenamente nella propria azienda: da troppo tempo, infatti, il malumore, la sfiducia e la disaffezione contraddistinguono lo “status” medio dei lavoratori, a causa:

delle “spregiudicate” gestioni aziendali effettuate nel tempo dagli organi di direzione solo per “esigenza di cassa” (riduzione del deficit economico), in applicazione delle politiche di rigore nazionali e regionali in materia di contenimento della spesa pubblica (che “stranamente” hanno trovato, quasi sempre, quali unici destinatari i lavoratori del Comparto);

del permanere di situazioni di irregolarità relative a mansioni e compiti impropri attribuiti, alcune volte in maniera “coercitiva” altre volte, invece, a titolo di “gratificazione”, a dipendenti del Comparto;

del perdurare della grave e cronica carenza di Personale Infermieristico e di supporto (Operatori socio sanitari) in alcune Unità operative dei presidni ospedalieri dell’Azienda che determina evidenti ripercussioni sui carichi di lavoro degli esigui operatori ivi assegnati con conseguenti inevitabili riflessi negativi sia sulla qualità del servizio erogato che sulla attività psico-fisica degli stessi, ai quali, peraltro, in nome dell’opinabile “Esigenza di Servizio” vengono negati i più elementari diritti contrattuali, regolamentari e di legge (ferie, riposi, turni equilibrati, ecc.);

del danno economico subito da taluni dipendenti turnisti ai quali, per effetto di imposizioni di turni squilibrati, viene anche ridotta o, in alcuni casi, addirittura eliminata l’indennità di turno o, ancora, in altri casi, non liquidate le giuste spettanze di ore di straordinario fatte effettuare ai medesimi dipendenti, alcune volte, anche in maniera coercitiva attraverso l’emanazione di discutibili provvedimenti da parte dei responsabili (dirigenti e/o posizioni organizzative/coordinatori), che giustificano tali abusi con l’esigenza di evitare interruzioni di pubblico servizio, salvo poi verificare che tali “presunte emergenze” non sono addebitabili ad eventi contingenti ed imprevedibili;

dello svolgimento di attività lavorative da parte dei Dipendenti del Comparto in alcune Unità operative dei diversi presidi ospedalieri aziendali nei quali risultano mancare i necessari requisiti di legge atti a tutelare la salute, la sicurezza e la integrità fisica dei lavoratori addetti;

del rilievo che a fronte di dette “ penalizzazioni” risultano anche palesi “gratificazioni”, effetto di comportamenti “protezionistici” posti in essere da taluni Dirigenti/Responsabili di Unità operative/Servizi dell’Azienda che determinano il sotto-utilizzo o addirittura l’inutilizzo di altri Dipendenti;

Le lavoratrici ed i lavoratori dell’Asm, nell’evidenziare che, a fronte di tali discriminazioni, penalizzazioni, abusi e irregolarità, hanno sempre assicurato, nel tempo, per senso di responsabilità ed a costo di enormi sacrifici, l’espletamento delle innumerevoli attività d’istituto che, è stato precisato, hanno determinato per l’Azienda anche notevoli risparmi di gestione, hanno espresso grande preoccupazione ma anche la voglia di lottare per migliorare lo status quo e hanno evidenziato con forza la necessità che si faccia chiarezza: sul ruolo e sulla vocazione di Presidi e servizi e che si adottino i conseguenti necessari provvedimenti di riorganizzazione aziendale, finalizzati all’ottimizzazione delle risorse umane a disposizione e al miglioramento dell’efficacia, dell’efficienza e dell’appropriatezza delle prestazioni erogate, nel rispetto dei ruoli, delle responsabilità e delle norme contrattuali e di legge;

sulla problematica relativa al “presunto irregolare trasferimento di somme tra fondi contrattuali”, rilevata dal MEF in sede ispettiva, che ha determinato la formalizzazione da parte del Direttore Generale dell’Azienda del Provvedimento di sospensione cautelativa, a decorrere dalle competenze del corrente mese di marzo, dell’erogazione degli emolumenti attribuiti a titolo di progressione economica orizzontale, nonché sulla legittimità di detto assunto Provvedimento;

Le organizzazioni sindacali raccogliendo la ricchezza e la varietà dei contributi portati nelle assemblee e sapendo di avere al proprio fianco le lavoratrici ed i lavoratori del comparto, preso atto che l’azienda tratta gli stessi lavoratori come “oggetti” da utilizzare e non come “soggetti” da garantire, in quanto risorse indispensabili, e rilevata la volontà della stessa azienda di non recedere dalla “pretestuosa e arrogante decisione” formalizzata nei confronti dei lavoratori, nonostante le motivate richieste in tal senso formulate in più occasioni dagli scriventi, oltre all’attivazione sia di specifiche vertenze nelle competenti sedi finalizzate a tutelare i legittimi diritti dei lavoratori che di ogni utile iniziativa legale nelle competenti sedi giudiziarie per rimuovere le irregolarità e perseguire i soggetti che le hanno determinate, proseguiranno il percorso avviato per affrontare le evidenziate criticità, attraverso l’attivazione delle opportune iniziative contrattuali con la mobilitazione dei lavoratori al fine di sensibilizzare gli organi competenti e l’opinione pubblica, visibilizzando lo stato di disagio oltre che dei dipendenti dell’Azienda anche delle Organizzazioni Sindacali e della Rsu che li rappresentano, da conseguirsi attraverso manifestazioni pubbliche (presidi permanenti e volantinaggi) e con la proclamazione di uno sciopero generale del personale dipendente del comparto dell’Asm.

G. Adduce FP CGIL

G. Tralli CISL FP

F. Coppola UIL FPL

G. Sciannarella FIALS 

G. Cavallo Fsi USAE