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Bardi, Materdomini(M5S): “E’ il momento che il generale tiri fuori il programma”

"Se è in Basilicata batta un colpo"

Facciamo gli auguri al generale Bardi per la vittoria, ma ci riserviamo di esprimere tutti i dubbi politici sul suo successo. Un successo che è il risultato della somma di cinque liste apparentate sul suo nome, ma con interessi, programmi ed esigenze diverse. Sarà forse per questo che il governatore Bardi non ha ancora reso pubblico il suo programma?
Abbiamo appreso dalla stampa quanto segue: “ha cinque anni di tempo per pensare al programma”. Il programma è lo strumento attraverso cui i cittadini decidono di votare un candidato pensando ai problemi della regione, non averlo pubblicato gli da ampia libertà di fare ciò che più conviene alle esigenze politiche, non già alle esigenze del territorio.

Alla sua prima uscita, sempre sui media, ha ribadito il refrain tipico del Pd: “rinegozieremo le royalties sul petrolio”, continuando la disinformazione sul valore di ricchezza del petrolio e distraendo i cittadini dal vero problema. Fino ad ora c’è stata una irresponsabile gestione del bilancio regionale: 3,5 miliardi di euro, rispetto ai quali, le royalties rappresentano solo il 2% del bilancio, praticamente nulla!
Purtroppo questa cifra mal si concilia con i sacrifici, in termini di salute, che sono toccati ai lucani in questi ultimi anni.
Tra l’altro, per non scontentare l’anima ambientalista trasversale che esiste in Basilicata, proprio in virtù dei rischi per l’ambiente dovuti alle estrazioni, il generale Bardi ha sfoggiato uno slogan che di simpatico ha ben poco: “No alle trivelle, sì alle royalties”.
È evidente che non conosce il problema e cerca di barcamenarsi per continuare lungo la via tracciata in questi decenni dal Pd: continuare lo sperpero del bilancio e confondere i cittadini dando un falso valore “salvifico” delle royalties sulla economia della regione.
Sono vent’anni che sentiamo la stessa solfa e ogni volta ne arriva uno che giura che questa volta le farà fruttare.
Mediamente alla Regione arrivano 60 milioni di euro dalle royalties, più i 30 dell’ex bonus card e finora utilizzati per sanare i debiti del Comune di Potenza e il reddito di inclusione.

Ricordiamo al generale del centrodestra, che una semplice spending review di un misero 10% sul bilancio, gli procurerebbe in cassa 350 milioni di euro, ovvero cinque volte rispetto a quanto la Regione ricavi dal petrolio annualmente e con meno rischi per la salute dovuti alle estrazioni.

Intanto, attendiamo che il neo governatore della Basilicata risponda alla proposta del Ministro Luigi di Maio per dare un segnale di discontinuità col vecchio regime pittelliano e piddino: l’azzeramento di tutti i vertici della sanità lucana nominati ad abbondante mandato scaduto, poiché “Il cancro politico di questa regione è stato il rapporto con la sanità”.

Ci chiediamo quindi: Bardi ha libertà di azione o deve aspettare gli ordini di Berlusconi e Salvini?
Intanto le grane non tardano ad arrivare, per la nomina degli assessori ogni lista che ha supportato Bardi rivendica il suo “premio”. Vedremo come se la caverà, perché occorre agire in fretta. La situazione politica ed economica della Basilicata, delle sua attività e dei suoi cittadini è grave.
È tempo che il generale batta subito un colpo…se è in Basilicata!

Antonio Materdomini, portavoce M5S in Consiglio comunale Matera