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Eolico selvaggio. E’ incostituzionale la legge regionale che prevede il raddoppio della potenza

Italia Nostra ha deliberato all’unanimità, in data odierna, di inoltrare richiesta al Consiglio dei Ministri di impugnativa del provvedimento dinnanzi alla Corte Costituzionale e il nuovo Consiglio Regionale, eletto con la recente tornata elettorale, a operare in autotutela sospendendo l’efficacia di detta legge

L’ultimo colpo di mano del Consiglio regionale della Basilicata, a pochi giorni dal voto del 24 marzo, si prospetta non solo come l’ennesima figuraccia, ma come l’ultimo tentativo di favorire le lobby del vento che in questi anni hanno spadroneggiato in terra lucana.

La Legge Regionale del 13 marzo 2019, n. 4, approvata dal Consiglio in regime di prorogatio, con cui si introduce il raddoppio del contingente di potenza elettrica installabile e inasprisce i requisiti per invocare la tutela per i proprietari degli immobili limitrofi ai cosiddetti “parchi eolici”, è incostituzionale.

Dubbi in tal senso li avevamo espressi in un’inchiesta del 27 marzo scorso all’indomani del grave episodio di intimidazione ai danni di un medico di San Chirico Nuovo che lo scempio eolico lo ha più volte denunciato alla magistratura e alle istituzioni. E ci siamo anche chiesti su quali basi di urgenza e di logica è stato assunto quel provvedimento e quali interessi favoriva.

Oggi, a chiedere che la legge sia sospesa in autotutela per manifesta incostituzionalità, è Italia Nostra che si era già espressa sul provvedimento in questione poiché gravemente lesivo del Paesaggio della Basilicata, nonché del diritto dei cittadini lucani a veder tutelata la loro proprietà privata.

“L’incultura eolica -dichiarano Mariarita Signorini, presidente nazionale Italia Nostra e  Vitantonio Iacoviello Consigliere Nazionale Italia Nostra -diventa legge anticostituzionale nella Basilicata di Matera Capitale Europea della Cultura 2019”.

Da quanto appurato- spiegano- Italia Nostra è convinta che la legge violi l’articolo 54 dello Statuto regionale della Basilicata e pertanto, indirettamente, l’articolo 123 della Costituzione. Invita quindi il Consiglio dei Ministri a impugnare tale provvedimento dinanzi alla Corte Costituzionale.

Si è infatti potuto accertare che la legislatura regionale era venuta a regolare scadenza in data 18 novembre 2018 e che successivamente, in data 24 gennaio 2019, erano intervenute le dimissioni del Presidente della Regione in carica, cui ha fatto seguito la convocazione dei comizi elettorali per il giorno 24 marzo. Pertanto, alla data del 19 marzo, il Consiglio regionale della Basilicata operava in regime di prorogatio.

L’articolo 54 dello Statuto Regionale prevede espressamente che in caso di scioglimento del Consiglio regionale le funzioni del Consiglio siano prorogate, sino al completamento delle nuove elezioni, limitatamente agli interventi “dovuti”, “costituzionalmente indifferibili”, o “necessari e urgenti”.

Non ravvisando alcune di queste condizioni o motivazioni nell’iter approvativo della Legge regionale n.4 del 13/3/2019, -aggiungono Signorini e Iacoviello- il Consiglio Direttivo Nazionale di Italia Nostra ha deliberato all’unanimità, in data odierna, di inoltrare richiesta al Consiglio dei Ministri di impugnativa del provvedimento dinnanzi alla Corte Costituzionale e il nuovo Consiglio Regionale, eletto con la recente tornata elettorale, a operare in autotutela sospendendo l’efficacia di detta legge.