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Legge di stabilità regionale. Altro pasticcio di fine legislatura

Francesco Castelgrande, USB: “La Regione Basilicata ha operato in maniera difforme da tutte le altre regioni con cospicui costi aggiuntivi. Altro che costo zero”

La Regione Basilicata all’interno della legge di Stabilità Regionale 2019 nomina un commissario liquidatore per la messa in liquidazione dell’ex Autorità di Bacino Interregionale della Basilicata (soppressa con il DM 294 del 25-10-2016 istitutivo delle nuove Autorità di Bacino Distrettuali e da ultimo con il d.p.c.m. del 4-4-2018/G.U. del 13-06-2018 n° 135).

All’articolo 12 comma 1 si sopprime l’Autorità di Bacino dimenticando (volutamente?). Per non incorrere in una bocciatura del provvedimento) di sottolineare che l’Ente era già stato soppresso come su citato.

Si mette in liquidazione e si nomina il commissario liquidatore di un ente soppresso ( da ultimo con il Dlgs dell’aprile 2018) che non ha più personale e niente da liquidare se non marginali ed estemporanee attività e alcune poste finanziarie in capitoli di spesa già nella disponibilità regionale.

Tutte le altre Regioni ricadenti nella nuova Autorità di Distretto dell’Appennino Meridionale hanno da alcuni anni, recependo il D.M. 294 del 25-10-2016 che istituiva le nuove Autorità Distrettuali di Bacino, provveduto alla soppressione delle ex AdB regionali trasferendo le competenze residue concorrenti in capo ai dipartimenti regionali con la nomina di dirigenti regionali a commissari liquidatori a costo zero.

La Regione Basilicata, invece, decide di mantenere in carica e pagandolo il decaduto Segretario Generale della soppressa AdB della Basilicata, nominandolo commissario liquidatore, continuandolo a pagare nonostante operasse da tempo con DPCM 294 del 25-10-2016, la nuova Autorità Distrettuale di Bacino dell’Appennino Meridionale avente un proprio Segretario Generale di nomina ministeriale. Tra l’altro, la Regione Basilicata non ha mai sottoscritto alcuna intesa con l’Autorità Distrettuale di Bacino dell’Appennino Meridionale, come prevedevano i decreti attuativi del Dlgs 152/2006 che istituivano le nuove Autorità Distrettuali di Bacino, rinunciando alla gestione della difesa del suolo, alla gestione dell’uso della risorsa idrica e più in generale alla gestione del rischio idrogeologico del territorio regionale. Nelle more, celermente e senza alcun provvedimento amministrativo si è fatto rientrare il personale nella Regione Basilicata comandato c/o le ex AdB, per il quale in spregio a ogni precedente e norma di legge, il Dirigente dell’Ufficio Risorse Umane ha disposto il taglio di emolumenti stipendiali, senza comunicarlo agli interessati, con l’azzeramento dello stato giuridico posseduto in spregio all’art.2 comma 6 del d.p.c.m. 4-4-2018, dell’art.14 C.C.N.L. 2016-2018 e dell’art.9, comma 3 del C.C.N.L. del 1999 (norme e procedure revoca P.O.).

E’ del tutto evidente, alla luce dell’emendamento alla finanziaria che la nomina del commissario liquidatore, legata alla soppressione dell’AdB già sancita nei fatti da tempo, oltre al presunto danno erariale passato e a quello in essere prodotto a carico  della Regione Basilicata, per il pagamento di un dirigente esterno decaduto, sancisce il presunto danno prodotto nei confronti del personale della Regione Basilicata comandato c/o le ex AdB al quale, a differenza del commissario liquidatore, è stato prodotto un danno economico e di immagine (infatti, il personale attiverà ricorsi per il riconoscimento di eventuali danni) inestimabile ai quali, e per colpa di iniziative estemporanee e poco trasparenti di burocrati regionali, la Regione Basilicata sarà costretta al pagamento dei danni arrecati. Si mette in risalto che sia per la presunta fase liquidatoria, sia per la nomina del commissario liquidatore, avvenuta senza preliminare bando-avviso pubblico tra i dirigenti regionali, sia per il rientro degli ex comandati, a tutto oggi non c’è alcun atto deliberativo che lo sancisca. La Regione Basilicata ha operato in maniera difforme da tutte le altre regioni con cospicui costi aggiuntivi. Altro che costo zero.

USB ha investito la Corte dei Conti e l’ANAC per le verifiche circa l’eventuale danno erariale e la trasparenza degli atti.

 

IL COORDINATORE

Francesco Castelgrande

IL RAPPRESENTANTE RSU

Paolo Baffari