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Nei sotterranei della campagna elettorale un esercito di gabellieri

Riscuotono la tassa sulle raccomandazioni e sulle clientele

Siamo a pochi giorni di distanza dal voto e la campagna elettorale si infiamma sotto la cenere. L’attivismo carsico appartiene, come sempre, ai professionisti del consenso. Gente che è nata nella politica e nella politica ha vissuto a lungo. Strateghi del voto e grandi conoscitori delle debolezze degli elettori. Gente che ha occupato per decenni posizioni di potere, piccole e grandi. Si tratta di persone che si muovono come agenti della riscossione. Riscuotono i dazi sulle raccomandazioni e sui favoritismi.

Lo fanno sotto traccia, di persona o tramite i loro agenti, ovunque. Nelle aziende, negli ospedali, nei palazzi della pubblica amministrazione, nelle campagne. Loro ti ricordano che il 24 marzo può accadere il peggio. Puoi perdere i tuoi piccoli privilegi, tuo figlio potrebbe non avere la tua stessa “fortuna”. Ti ricordano che sei in debito e che potrai ottenere altro credito a condizione che il tuo capitale di consenso continui a mantenerlo in quel deposito che fino ad oggi un rendimento di favori te lo ha garantito. Questa gente, complice del disastro lucano, ha ormai la coscienza che non respira, avvolta nel cellofan. Tuttavia, noto che non è più così facile come un tempo riscuotere quel voto. I gabellieri e i loro agenti hanno consumato tutta la carne e le ossa sono ormai scarse.

Nei sottoscala della campagna elettorale si muovo anche imprenditori o sedicenti tali che, avendo campato sulle prebende della politica, impongono ai loro dipendenti di votare per Tizio o Caio. Cosicché gli agenti della riscossione si rivolgono a lui e lui, per ripagare i debiti, umilia la dignità dei suoi lavoratori. “Se non votate Tizio io rischio la chiusura e voi andate a casa”.

Un altro fronte elettorale si gioca non sul debito ma sulle aperture di credito sempre sullo stesso deposito. Gli agenti, in questo caso, si comportano come venditori di polizze assicurative sulla vita. Con un tot di voti ti compri un carnet di promesse per te, o per tuo figlio o per tutta la tua famiglia. Puoi scegliere. Non compri una speranza di futuro, la possibilità di una condizione di vita migliore per tutti, no. Compri solo i cazzi tuoi. E loro sanno benissimo quali sono.

Tutta questa robaccia passa per politica, per dibattito politico, per competizione tra destra e sinistra. E’ un modo per rendere digeribile il percolato che scorre da questa montagna di immondizia che loro chiamano democrazia. Una digeribilità a cui lavora certa stampa che vuole apparire super partes ma che, nei fatti, fornisce malox per gli stomaci delicati e vende incenso per gli sprovveduti.

E poi c’è chi spruzza deodorante su questo letamaio. Quelli che discutono dei grandi sistemi, del mondo nuovo che verrà, delle ragioni dei filosofi e degli scrittori. Quelli che “io ho la cultura”, che “io credo nei valori”, che “io sono io e voi non siete…”. Cari intellettuali di piccolo e grosso taglio, c’è una cosa banale da fare prima di realizzare il vostro parco dell’eden: rimuovere immediatamente l’immondizia che avete sotto casa.

Ecco. Mandare a casa chi ha sporcato e continua a sporcare la nostra terra sul piano morale, politico, sociale, economico è la priorità. Vogliamo continuare a fare gli spazzini per tutta la vita?