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Voler Bene alla Basilicata, le proposte di Legambiente ai candidati alle elezioni regionali

"Vogliamo lanciare la sfida dell'innovazione ambientale come chiave per lo sviluppo della nostra regione"

Sviluppo rurale integrato, tutela e valorizzazione del capitale naturale, cura e manutenzione del territorio, transizione energetica, economia circolare, rigenerazione urbana, controlli ambientali, coesione sociale. Sono i punti cardine del pacchetto di proposte di Legambiente Basilicata per la prossima legislatura regionale, consegnate ai 4 candidati governatori della Basilicata.

“Voler Bene alla Basilicata – dichiara Antonio Lanorte, Presidente di Legambiente Basilicata – è lo slogan scelto da Legambiente con il quale vogliamo lanciare la sfida dell’innovazione ambientale come chiave per lo sviluppo della nostra Regione. Perchè l’ambiente non rappresenta un limite allo sviluppo, ma la grande opportunità per creare lavoro, per rendere più competitiva l’economia, per spingere innovazione e ricerca e combattere le disuguaglianze economiche, sociali e territoriali”.

“Troppo spesso – continua Lanorte – anche nella nostra Regione, le questioni ambientali vengono affrontate secondo una logica difensiva e conservatrice, riducendole solo al classico schema ambiente-salute. Invece noi siamo convinti che se vincerà l’idea secondo cui l’ambiente non è uno dei temi sul tappeto ma “la questione” che definirà le forme dello sviluppo, non solo si potranno aprire spazi per una nuova economia, ma potrà anche essere affrontato più efficacemente il tema dei controlli e dei monitoraggi ambientali”.

“Utilizzare la chiave dell’innovazione ambientale – dice ancora Lanorte – rappresenta l’unica vera prospettiva di sviluppo per un territorio come quello della Basilicata che ancora conserva un vantaggio competitivo rispetto a molte regioni italiane in termini di elevata dotazione di infrastrutture ambientali e basso impatto antropico. Tale condizione di “vantaggio” non solo deve essere conservata ma dovrebbe costituire, potenziandola, il fulcro attorno al quale impostare tutte le politiche di sviluppo regionale. Purtroppo però i presupposti alla base di tale prospettiva non sono incoraggianti. La Basilicata vive un’epoca di profonda crisi socio-economica e, quel che è più preoccupante, la classe dirigente non sembra essere, fino ad oggi, in grado di indicare direttrici di sviluppo concrete e sostenibili, la sensazione di un’assenza di visione di futuro e di prospettiva è palpabile”.

Il manifesto che abbiamo elaborato contiene i 7 temi sui quali ci confronteremo con tutti gli schieramenti politici di governo ed opposizione nella legislatura 2019-2024:

1. Fare della Basilicata la Regione della qualità e della biodiversità, mettendo a valore la vocazione rurale del territorio in un modello di agricoltura multifunzionale, rilanciando un grande progetto per il settore forestale, rafforzando il sistema dei parchi e delle aree protette, costruendo una nuova idea di turismo e di politiche culturali con Matera laboratorio di progettualità oltre il 2019, promuovendo la rigenerazione territoriale anche attraverso strumento quali i Distretti dell’Economia Civile come luoghi per ripensare lo sviluppo locale.

2. Mettere in sicurezza il territorio e promuovere la cura del paesaggio per tutelare l’ambiente e creare occupazione, attraverso la riduzione del rischio idrogeologico e la manutenzione del territorio, il miglioramento della qualità dei corpi idrici, la riqualificazione del patrimonio edilizio, la tutela delle coste, la bonifica dei siti inquinati.

3. Definire la strategia e gli strumenti per la transizione energetica, la decarbonizzazione e la lotta ai cambiamenti climatici. La Basilicata deve avere l’ambizione di realizzare la sua transizione energetica sulla base di una rivoluzione tecnologica e digitale in cui si operi per l’efficienza energetica di edifici pubblici e privati, si realizzi una infrastruttura energetica basata sulle energie rinnovabili e al 100% carbon-free con installazione di tecnologie di accumulo energetico, si incentivi l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili integrate in micro-reti locali, si investa sul trasporto elettrico e la mobilità automatizzata, si favorisca l’autoproduzione da rinnovabili e lo scambio di energia fra utenze vicine. Ma anche si recepisca un approccio più orientato a valorizzare le filiere, quelle legate all’eolico e al solare come alla agroenergie, dotandosi nel contempo di tutti gli strumenti normativi necessari e creando il necessario consenso sociale per evitare gli errori compiuti fino ad oggi in particolare sull’eolico. Transizione energetica significa anche uscire dalle fonti fossili e in particolare per la Basilicata vuol dire elaborare una strategia per rinunciare il prima possibile al petrolio, definendo quali siano le condizioni di sostenibilità per continuare o meno a sfruttare la risorsa petrolifera e soprattutto avviando subito un grande processo di graduale dismissione delle attività e di riconversione produttiva verso comparti moderni e sostenibili “oltre” il petrolio.

4. Avviare una reale economia circolare dei rifiuti attraverso raccolte differenziate di qualità, più impianti per il riciclo e il riuso dei rifiuti urbani e speciali, protagonismo della pubblica amministrazione e delle aziende e coinvolgimento dei cittadini. La debolezza del sistema lucano continua a consistere nella sua incapacità a dotarsi dell’impiantistica necessaria alla gestione di un sistema di RD spinto. Il corredo impiantistico di cui disponiamo è, infatti, quasi del tutto al servizio della gestione del “tal quale”. Per raggiungere i nuovi target di riciclo dettati dalla normativa europea servono gli impianti per la valorizzazione dei materiali da raccolta differenziata, a partire da quelli di digestione anaerobica e compostaggio per il trattamento della frazione organica.

5. Rilanciare il ruolo della città di Potenza individuando una strategia di sviluppo urbano in cui creatività e innovazione trainano lo sviluppo economico.

6. Rafforzare la governance ambientale con particolare riferimento agli uffici regionali che devono fare programmazione e controllo e restituendo legittimità ed autorevolezza all’ARPAB, cioè il soggetto demandato al lavoro di analisi e controllo ambientale.

7. Rafforzare il capitale sociale. La coesione sociale è la premessa per programmare qualsiasi ipotesi di sviluppo regionale. Promuovere concretamente la coesione sociale significa intervenire sul capitale umano e quindi nel settore dell’educazione e dell’istruzione, investire nella ricerca e nell’università, nei servizi sociali e nella sanità, nella cura, manutenzione e valorizzazione dei beni comuni. Per la Basilicata significa in particolar modo puntare decisamente su un grande progetto per le aree interne e per la lotta allo spopolamento.