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Armando Siri. Un’altra tegola giudiziaria si abbatte sul sottosegretario leghista

La Procura di Milano apre un’inchiesta sull’acquisto di una palazzina. Al momento nessun indagato

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato né indagati, sul caso dell’acquisto da parte del sottosegretario Armando Siri – indagato per corruzione e al centro di un caso politico nel governo Lega Cinque Stelle – di una palazzina a Bresso, nel Milanese, attraverso un mutuo di 585mila euro acceso con una banca di San Marino.

Il procuratore di Milano Francesco Greco ha spiegato che ci sarà “massima collaborazione” tra gli inquirenti milanesi e quelli romani che indagano per un’ipotesi di corruzione contestata all’esponente leghista e che le carte dell’Uif di Bankitalia sono arrivate sabato scorso.

Una palazzina con ben sette appartamenti a Bresso, scrive Report, nella città metropolitana di Milano, è stata acquistata lo scorso gennaio dal sottosegretario leghista Armando Siri. L’ha intestata alla figlia e l’ha pagata 585 mila euro. I soldi provengono da una banca di San Marino. A gestire questa operazione è l’agenzia immobiliare di Policarpo Perini che nel 2013 era candidato come sindaco di Bresso proprio con il partito fondato da Siri, Italia Nuova. Policarpo è anche padre di Marco Luca Perini, a capo della segreteria di Siri al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il notaio che ha stipulato l’atto di compravendita dell’immobile l’ha segnalato alla Banca d’Italia come operazione sospetta.

Il M5S insiste sulle dimissioni. La Lega resiste.