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Una commissione europea sul lato oscuro dell’agricoltura in Italia. Fabbris lancia una petizione

Il candidato alle elezioni europee (La sinistra): “L'Europa accerti le responsabilità istituzionali per la barbarie dei ghetti durante le grandi campagne di raccolta e quella dei caporali che sfruttano i braccianti"

Si istituisca una commissione sul lato oscuro dell’agricoltura in Italia. A lanciare la proposta è Gianni Fabbris, candidato alle elezioni europee nella lista “La sinistra” che nel pomeriggio di oggi sarà a Casa Sankara (ore 16-17 San Severo, Foggia) con migranti, braccianti, agricoltori e contadini per lanciare la petizione internazionale sul lato oscuro dell’agricoltura in Italia.

“L’Europa -spiega Fabbris- accerti le responsabilità istituzionali per la barbarie dei ghetti durante le grandi campagne di raccolta dell’ortofrutta italiana e quella dei caporali che sfruttano i braccianti (italiani e non)”.

Gianni Fabbris già due anni fa si è recato a Casa Sankara come presidente di Altragricoltura durante la mobilitazione del 17 aprile (giornata mondiale di lotta contadina). “Oggi ci torno da candidato al Parlamento Europeo insieme a Nicola Capuano, Yvan Sagnet e Mbaye Ndaye”.

Fabbris parte da una considerazione del tutto evidente, quanto ignorata dal mondo politico e istituzionale. “Se c’è un evento assolutamente prevedibile sono le raccolte dell’ortofrutta. E quindi è del tutto incomprensibile come ogni volta migliaia di migranti, i cui spostamenti seguono proprio i cicli di raccolta, vengono costretti in ghetti degradanti e pericolosi”. Ultimamente, la morte di un migrante a Borgo Mezzanone ha riproposto il dramma di questi veri e propri lager. “E ogni volta la politica è li a ripetere la stessa stanca litania di slogan e frasi fatte”, aggiunge.

“Alla Felandina (Bernalda) siamo all’assurdo della speculazione elettorale per i primi titoli dei mass media. Ma davvero il punto è emettere ordinanze di sgombero per la comprensibile precarietà sanitaria e non creare le condizioni, di concerto con le altre istituzioni per una accoglienza secondo gli standard minimi indicati dalle organizzazioni internazionali di assistenza?”, si domanda Fabbris. “Vale appena il caso di far notare come alla Felandina i migranti sono presenti con tanto di permesso di soggiorno. E quindi con tutti i titoli a non essere considerati cittadini di serie B. Non solo, si tratta di persone il cui lavoro è vitale per l’economia del territorio e della comunità”.

Fabbris, infine, ricorda che al sindaco di Bernalda nei mesi scorsi sono state avanzate da molte associazioni, tra cui Altragricoltura, numerose richieste al fine di provvedere almeno alla fornitura di acqua e servizi igienici. Richieste rimaste tali. “A questo punto – conclude Fabbris – qual è la sua proposta? Che cosa intende fare per questa emergenza umanitaria?”