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Marcello Pittella replica al nostro articolo: “Illazioni”

L'ex presidente dalla Basilicata precisa il senso della sua nota manoscritta da noi pubblicata il 26 aprile scorso

Gentile direttore,

In riferimento all’articolo da voi pubblicato in data 26 aprile 2019 “Quando Marcello Pittella caldeggiava l’amica” le preciso quanto segue. Nella nota a cui fa riferimento non si parla di eludere le liste di attese, ma di abolire le stesse. Il verbo che lei ha erroneamente letto come “eludendo” è invece “abolendo”. La mia richiesta infatti aveva l’obiettivo di scongiurare il rischio di riduzione delle prestazioni e di ridurre le liste liste d’attesa delle stesse, a solo beneficio degli utenti. Tutto il resto sono solo illazioni. Tanto più se si considera che lei stesso fa risalire la mia nota al 2013 mentre le delibere di trasformazione dei contratti (già in essere come lei dice dal 2006) da part-time al full-time datano 2015.

Mi auguro che lei conceda alle mie rettifiche la stessa attenzione riservata ad una nota da me scritta nel solo interesse dei pazienti-cittadini, nient’affatto di qualcuno in particolare, e con mio dispiacere prontamente mal interpretata.

Il direttore Giusi Cavallo chiarisce

Grazie per la precisazione. Tuttavia, vorrei farle notare alcune inesattezze. L’articolo non fa risalire la sua nota al 2013 ma a “mesi prima che diventasse presidente”. Ad ogni modo nel 2015, seguendo la sua precisazione, finalmente si mette mano all’annosa questione delle liste di attesa trasformando il rapporto di lavoro del personale chiamato in causa nell’articolo, da tempo parziale verticale a tempo pieno. Mi consenta però il dubbio sull’opportunità del distacco a Roma dell’operatore sanitario che grazie al tempo pieno avrebbe dovuto contribuire a superare la criticità delle liste di attesa. L’errore, non intenzionale, di trascrizione della parola “Abolendo” in “Eludendo”, non modifica la sostanza e il senso dell’articolo. Il distacco a Roma e l’opportunità di tale scelta da parte dell’autorità amministrativa sanitaria non sono certo illazioni. Allo stesso modo non sono illazioni le altre questioni trattate nell’articolo. Nel caso lei volesse provare, con opportuna documentazione, il contrario, sarò lieta di pubblicare una sua nota a cui aggiungerò le mie scuse per l’errore commesso.

Cordiali saluti

Giusi Cavallo