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Presidente Carmine Cicala, è legittima quella delibera dell’Ufficio di presidenza del Consiglio?

A quanto pare il ritardo del bilancio blocca anche comandi e distacchi. Parola della Corte dei Conti

Il 6 maggio 2019 si insedia il nuovo Consiglio Regionale della Basilicata e viene eletto l’ufficio di presidenza e il presidente. Il 14 maggio 2019, prima riunione dell’Ufficio, tra le altre deliberazioni, spicca la proroga del comando di Rocco Summa agli uffici del Consiglio Regionale. L’ennesima proroga. Pare che dal 2008  il signor Summa a colpi di proroga sia comandato dal suo impiego al Consorzio Industriale di Potenza agli uffici regionali. Rocco Summa sembra sia cognato dell’ex autista dell’allora presidente della Regione Vito De Filippo. Ma non è questo che ci interessa. Ci interessa capire se quella proroga deliberata il 14 maggio è legittima, alla luce della situazione di inadempienza relativa ai documenti contabili della Regione Basilicata.

Come è noto La Regione Basilicata e il Consiglio Regionale sono in esercizio provvisorio del bilancio 2019. A parte questo la Regione ha ancora in sospeso altre vicende contabili con la Corte dei Conti.

Per quanto ne sappiamo il ritardo del bilancio blocca anche comandi e distacchi. Questo divieto, posto dall’art.9 del DL 113/2016 sarebbe sancito per le «assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione» non può che ricomprendere anche le assunzioni «a tempo determinato/flessibile et similia» e si riferisce anche «ai comandi, ai distacchi, alle assunzioni “a termine” del personale destinato alle segreterie degli organi di indirizzo politico, delle commissioni consiliari e del Difensore civico regionale e, infine, alle assunzioni effettuate (…) su indicazione dei capigruppo consiliari quale modalità di reclutamento alternativa all’assunzione diretta da parte dei Gruppi»

Le sezioni della Corte dei Conti in diverse regioni e in più occasioni hanno dato un’interpretazione restrittiva del divieto che si riferisce anche “ai comandi”.

Nel predisporre la delibera del 14 maggio, l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale e i suoi funzionari hanno probabilmente dimenticato che esistono il DL 113/2016 e diversi pronunciamenti della Corte dei Conti?

Una semplice domanda a cui l’opinione pubblica gradirebbe una risposta. Il dubbio sollevato potrebbe essere infondato perciò chiediamo certezza dell’infondatezza al presidente del Consiglio Carmine Cicala.