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Vito Bardi ha portato il compitino

La relazione programmatica illustrata ieri in Consiglio regionale dal neo presidente della Basilicata è roba da scolaretti

Ha dimenticato la questione giovanile, i problemi della scuola e dell’istruzione, il welfare sociale, ossia i seri problemi nel sistema dei servizi socio-assistenziali e socio-educativi. Ha dimenticato di dire qualcosa sul contrasto alla povertà e sulle misure che intende adottare. Questi vuoti di memoria sono preoccupanti. Per il resto, c’è di tutto e di più nella relazione programmatica di Bardi che, a dire il vero, di programmatico ha ben poco.

Contenuti freddi, “senz’anima, una mera elencazione di propositi generici” come scrive il consigliere Cifarelli in un suo post su facebook. E’ vero, manca una visione, manca un’idea di sviluppo capace di assumere un’identità regionale. Un’elencazione di “cose da fare” ridotte a spezzatino in un pentolone a struttura “democristiana.” Una rassegna di questioni affrontate con un approccio doroteo. Una strizzatina d’occhio sia al cerchio sia alla botte. Eppure, lo dice lui, “voglio una Regione che non gestisce ma programma”. E se così è, cominciamo male, perché di programmatico, ripetiamo, c’è poco.

Parla di “centralità politica ed economica” della Basilicata e allo stesso tempo immagina di investire nell’aeroporto inutile di Pontecagnano. Sulle infrastrutture manca la visione di insieme agganciata a una visione di sviluppo. A parte questo, lo sa Bardi che la Lega di governo ha già messo tra parentesi le infrastrutture di cui lui parla? Per il presidente della Regione, il petrolio è una risorsa, però anche la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente sono una risorsa. Giaculatorie già sentite e scarsamente credibili.

Il resto dell’elenco è scopiazzato di qua e di là da vecchi e nuovi programmi elettorali di altre forze politiche. Roba già sentita, fritta e rifritta ma nel caso del compitino di Bardi ci sono solo i titoli. Il come e il quando, con quali risorse non è dato saperlo. Una novità, già annunciata, è la modifica dello Statuto regionale per consentire l’introduzione nel sistema di governance della figura del sottosegretario. E l’altra novità, già annunciata, è il mastodontico ufficio di gabinetto del presidente che, “non sarà a costo zero, seppure a saldi invariati”. Chi lo capisce è bravo. Ha anche detto che bisogna superare la strategia “rifiuti zero”: che vorrà dire? Cercheremo di sciogliere qualche enigma ascoltando il dibattito che si svolgerà nella prossima riunione del Consiglio Regionale.

Intanto, confermiamo tutte le perplessità della prima ora. Vito Bardi ha presentato un elenco di ingredienti per cucinare un minestrone senza tuttavia chiarire le dosi di ciascun elemento, il procedimento, i tempi di cottura e, soprattutto, il costo. Fuori di metafora, Bardi ha letto un volantino da campagna elettorale con i titoletti per adescare gli elettori. Eppure, come egli ha detto: “La campagna elettorale è finita”. O ci è, o ci fa. Al momento è solo “ammuina” in una Basilicata completamente bloccata.