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Elezioni comunali: “Potenza città giardino”, una risposta vera al centro sinistra imploso

L'analisi post voto di Enrico Torlo: "Uno scatto d’orgoglio di una società civile emarginata dalle nomenclature partitiche ed offuscata dalle interminabili carriere personali"

Una nuova generazione politica, una casa comune profondamente innovativa, “Potenza città Giardino”, è stato un esperimento unico in Italia e perfettamente riuscito.

Una generazione di giovani, donne, professionisti, persone libere, lo scatto d’orgoglio di una società civile da troppo tempo emarginata dalle nomenclature partitiche ed offuscata dalle interminabili carriere personali di pochi designati.

Una risposta vera ad un centrosinistra che a furia di discutere per anni se andasse scritto con il trattino o senza, è imploso avvitandosi su se stesso, agonizzato da autodistruttive, eterne guerriglie correntizie.

Nel nostro paese, ogni ipotesi di schieramento alternativo al populismo e alla destra ha infatti sofferto il ridimensionamento, fino all’irrilevanza, di quattro grandi culture politiche che nel passato della città Capoluogo di Regione hanno svolto e svolgono invece un importante ruolo di tessuto connettivo del sistema: l’ambientalismo, il liberalismo e la sinistra riformista, il cattolicesimo democratico.

È proprio quello del mondo cristiano che si impegna nella vita civile con l’obiettivo del bene comune, il contributo di cui si sente di più la mancanza. Un’area che, pur continuando ad avere nel volontariato, nei movimenti cristiani, nel sindacalismo, una presenza radicata e trascinante, ha smesso di far politica, forse bruciata dalle troppe delusioni del passato.

Potenza città Giardino” rappresenta un esperimento di sintesi nella scena politica amministrativa potentina di queste culture, della loro elaborazione intellettuale e della loro spinta ideale ed ha rispecchiato anche la forza e la modernità di un tessuto sociale civico, che, allorquando eguaglia il PD in termini di consenso elettorale, si dimostra capace di guidare l’opinione pubblica nei momenti più difficili della convivenza civile. Una risposta credibile dopo una campagna elettorale gridata ed incattivita, perennemente in cerca di capri espiatori e chiusa allo spirito solidaristico di cui questa Città ne è storicamente stata gelosa custode. A nulla è servito lavarsi ogni tanto la coscienza riattaccando lenzuola strappate…

In questo quadro preoccupante, la nostra Città, sballottata e scossa da un mix di politica gridata e comunicazione totalizzante, si è svilito il ruolo della politica, insultata, ridicolizzata, banalizzata anche con l’incoscienza di credere che della politica si potesse fare a meno.

E’ un’idea di società che non ci piace, non ci piacciono le semplificazioni dell’appartenenza, della continua polarizzazione, della politica twittata o maliziosamente spiata su Facebook: tutto si consuma in fretta, in chiacchiere e risse continue, senza spessore e senza memoria.

Ripenseremo la politica: è tempo di muoverci, c’è vita sotto le urne!

Enrico Torlo