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Eolico selvaggio. Le compensazioni col “trucchetto”

L’opinione pubblica attende spiegazioni convincenti

Ci auguriamo che la Commissione d’inchiesta promessa nell’ultima seduta del Consiglio regionale venga istituita in tempi brevissimi. Intanto ci permettiamo di fornire ulteriori suggerimenti sulle matasse da sbrogliare.

Siamo andati a riprendere il Decreto ministeriale del 10 settembre 2010, Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, per rinfrescare la memoria a chi, ancora oggi, tace sui fenomeni di illegalità che interessano la Basilicata in materia di impianti eolici.

Le amministrazioni competenti avrebbero dovuto e dovrebbero determinare in sede di riunione di Conferenza di servizi eventuali misure di compensazione a favore dei Comuni, di carattere ambientale e territoriale e non meramente patrimoniali o economiche, in conformità ai criteri di cui all’Allegato 2 delle linee guida.

Si verifichi se ciò sia avvenuto in base a procedure trasparenti e nel rispetto di questa disposizione. Risulterebbe per esempio, ed è solo un esempio, che a Tolve, nel caso del parco eolico della C&C Tolve S.r.l. e la Serra Energie S.r.l. tra Oppido Lucano e Tolve, questa disposizione non sia stata rispettata.

Le «misure di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale» sono determinate in riferimento a «concentrazioni territoriali di attività, impianti ed infrastrutture ad elevato impatto territoriale», con specifico riguardo alle opere in questione.

 In questo caso, vi diranno che gli impianti non sono a elevato impatto territoriale. Voi, futuri commissari della Commissione, non dovreste credergli sulla parola. Dovreste, invece, recarvi sul posto e verificare con i vostri occhi.

Tuttavia, la questione che dovrebbe far saltare tutti sulla sedia è molto più delicata e dirompente di tutte le altre. Il D.M. stabilisce che l’autorizzazione unica comprende indicazioni dettagliate sull’entità delle misure compensative e sulle modalità con cui il proponente provvede ad attuare le misure compensative, pena la decadenza dell’autorizzazione unica.

Si potrà verificare facilmente se ciò sia avvenuto in tutti i provvedimenti autorizzati, facendo però molta attenzione al fatto che le compensazioni devono essere di carattere ambientale e territoriale e non meramente patrimoniali o economiche.

 Nel caso di mancato rispetto della prescrizione, le autorizzazioni sono decadute e gli impianti sarebbero abusivi. Quante situazioni del genere sono presenti in Basilicata?

 Buon lavoro.