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Sgominata la banda del rame: aveva creato danni per oltre un milione di euro foto

Arresti disposti dal Gip di Matera ed eseguiti dai carabinieri

Associazione per delinquere finalizzata al furto di cavi in rame ed alla loro ricettazione è il reato contestato a sei persone arrestate questa mattina tra Castellaneta Palagiano e Massafra.

L’attività investigativa nasce in seguito alla commissione di numerosi furti di cavi di rame patiti a partire dal novembre 2017 dalla società Italcementi S.p.a. con sede in Matera, per poi svilupparsi fino ad accertare gli autori di furti commessi in danno anche e soprattutto delle tratte ferroviarie di proprietà della FSE (Ferrovie del Sud Est) presenti sul territorio pugliese ed è stata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Matera.

Le fasi successive delle attività di indagine hanno consentito di cristallizzare le responsabilità penali dei singoli appartenenti all’organizzazione criminale, dedita al furto dei cavi di rame ed alla loro successiva ricettazione, ed individuare il modus operandi della citata compagine distinto in base all’obiettivo da colpire. Infatti nel caso dei furti avvenuti in danno di capannoni di aziende, consisteva nel tranciare i cavi elettrici sotterranei, per poi privarli della guaina in gomma sul posto e recarsi nell’immediatezza dal soggetto incaricato di provvedere alla ricettazione. Nei casi in cui i furti sono invece avvenuti in danno della linea ferroviaria FSE, i criminali provvedevano prima a tranciare i cavi aerei per poi avvolgerli tramite uno strumento elettrico e caricarli su di un mezzo “quad” (idoneo a muoversi sia sulle rotaie che in terreni particolarmente accidentati).

Al sodalizio criminoso ha preso parte anche il titolare di un’azienda operante nel settore della raccolta di materiale ferroso ubicata a Massafra, raggiunto da misura cautelare in carcere.

L’esecuzione ha portato alla luce le modalità e gli autori di 16 furti, commessi nell’arco temporale che va dal novembre 2017 al dicembre 2018, in cui sono stati trafugati circa 12mila metri di cavi in rame del peso equivalente a circa 18mila chilogrammi e del valore di mercato di circa 100mila euro, con danni per oltre il milione di euro.

Le indagini sono state coordinate dal Procuratore della Repubblica di Matera, Pietro Argentino, e da Maria Christina De Tommasi mentre i provvedimenti cautelari sono stati emessi dal Gip di Rosa Angela Nettis.