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Venum 3.0, ex lavoratori: “Azienda paghi gli stipendi arretrati e non trovi scuse puerili”

La replica degli ex dipendenti alle dichiarazioni di stampa dell'amministratore

Alla luce delle dichiarazioni consegnate alla stampa dal signor Traficante (amministratore della Venum 3.0 srl ndr), in risposta alla nota pubblicata a firma della Filcams Cgil, corre l’obbligo di precisare che le farneticanti esternazioni del succitato sono destituite di ogni fondamento.

L’accordo cui si riferisce Traficante, prospettato e presentato alle due sigle sindacali Filcams Cgil e Uil-Tucs in fase di tavolo di incontro, furono firmate dalle stesse per conto dei lavoratori in quanto è ragionevole pensare che un verbale di accordo sia controfirmato da un sindacato in rappresentanza della categoria che si ritiene rappresentare.

Addurre come motivazione e puerile scusa quella della mancata firma del citato verbale da parte dei lavoratori per motivare o giustificare la mancata corresponsione delle spettanze dovute e di quanto promesso è lesivo della sfera umana e giuridica dei lavoratori, oltre che della modesta intelligenza di ogni individuo coinvolto.

Se così fosse stato, peraltro, il signor Traficante avrebbe dovuto ritenere nullo l’atto congiunto già in origine, senza dover attendere il secondo mese per disattendere gli accordi sanciti, mortificando per l’ennesima volta la dignità e la professionalità di chi per anni ha ‘servito’ la sua azienda con sacrificio, dedizione e abnegazione.

Viviamo in uno Stato di diritto in cui per veder riconosciuti i propri diritti, in quanto individui e persone, non c’è bisogno di apporre firme ma semplicemente di detenere appunto un diritto e di disporne. Quel diritto, nel nostro caso, si chiama stipendio. Percepire lo stipendio è un diritto elementare che discende da una prestazione di lavoro. Il concetto è semplice: io lavoro, tu mi paghi.

Non serve altro: non servono firme, se non quella apposta sul contratto di lavoro, non servono artifizi contabili, non servono arrampicate sugli specchi Serve essere uomini, essere umani, individui, persone e rispondere de facto onorando un proprio dovere nei confronti di chi rivendica un sacrosanto e naturale diritto. Noi siamo qui, donne e uomini posti a sentinelle dei propri diritti. Il signor Traficante, se non è nelle condizioni di fare l’imprenditore, faccia l’uomo e risponda da uomo.

Ex lavoratrici e lavoratori invisibili della Venum