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Allerta oncologia in Basilicata

Il Gruppo di Attenzione del Vulture Melfese Alto Bradano attende un incontro con Bardi e l'assessore Leone per rappresentare le istanze del territorio

All’indomani delle regionali di marzo scorso scrivemmo al nuovo Governatore una lettera aperta (che tutta la stampa locale ha veicolato ai propri lettori) con la quale il “ Gruppo di Attenzione Vulture, Melfese, AltoBradano “ presentava i suoi obiettivi, la sua azione passata e i suoi impegni futuri con particolare riferimento alle questioni della sanità del nord est Basilicata strettamente intrecciate con quelle dell’intera regione.

Il 14 maggio scrivemmo anche al neo nominato assessore alla Sanità, dott. Rocco Luigi Leone, per chiedere un incontro nel quale presentare le istanze, provenienti dal nostro territorio, frutto di analisi, studio delle norme e dell’impegno a far tesoro di macroscopici errori del passato. Chiedevamo solo di essere ascoltati prima che la Giunta Regionale elaborasse il suo programma di intervento in campo sanitario e perché, considerato i precedenti, quest’ultimo fosse realizzato con una trasparenza e partecipazione tale da dissipare tutte le ombre che i “soliti noti” hanno fatto gravare, sfasciando, sulle scelte di ieri e che oggi si addensano perché gli stessi sono già in azione ( ne abbiamo contezza certa) per cercare di portare a termine i loro misfatti con pressioni indebite e la propalazione di notizie e di dati, non attendibili e drogati, ai i nuovi governanti.

Non sappiamo se il Governatore ha avuto modo di leggere la nostra “lettera aperta” , e, se lo ha fatto, impegnato nel compito gravoso di dare avvio, secondo i propri obiettivi, alla macchina del Governo certamente non avrà avuto modo di prenderla in considerazione.

Parimenti, ad oggi, non siamo riusciti ad incontrare l’assessore Leone (nonostante la lettera e le richieste alla sua segreteria) nemmeno informalmente “a latere” delle sue visite fatte nei comuni della zona. Certamente anche l’assessore avrà avuto i suoi impegni o i suoi validi motivi per non riceverci e, in ultima analisi, siamo coscienti che non è tenuto a farlo se non lo ritiene utile e necessario e che noi non possiamo pretenderlo.

Ad oggi possiamo solo registrare un incontro casuale con il Presidente della Quarta Commissione Massimo Zullino che, anche se in maniera molto informale, ci ha ascoltato e raccolto le nostre ragioni.

A questo punto si rende necessario un passo indietro propedeutico alle conclusioni di questo intervento.

Avevamo posto nella “lettera aperta al Governatore Bardi” due interrogativi. Ne riprendiamo uno che riportiamo integralmente (dell’altro tratteremo quando si parlerà di Piano Sanitario Regionale)

L’Irccs Crob è partner, a pieno titolo, insieme all’Istituto dei Tumori “Pascale” di Napoli e l’Istituto dei tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, nel Progetto Amore che sta realizzando il progetto ambizioso di una Rete Oncologica Meridionale di eccellenza e competitiva con quelle già consolidate del Centro e del Nord del nostro Paese. Ci dirà, nel suo programma, signor Governatore se insieme alla Sua Giunta delibererà perché nei fatti l’Irccs Crob assuma il ruolo di Coordinamento Regionale conferendole il riconoscimento di “Hub” della medicina Oncologica che sarà offerta nella Basilicata tutta anche con la creazione della Rete Oncologica Regionale ( nelle altre regioni “le reti” oncologiche funzionano da tempo con eccellenti risultati qualitativi, organizzativi e di economicità) e dismettendo una volta e per sempre le illogiche e costose duplicazioni di servizio (a fronte delle limitate esigenze della regione ) che creando una insana, inutile e sleale concorrenza fra i presìdi, comportano solo un mega spreco di risorse nell’opera di appagamento dell’ingordigia delle lobbies, più o meno segrete, della nostra terra. Avremo finalmente una oncologia lucana con una sola testa, sebbene distribuita sul territorio, e con essa protocolli unici e condivisi nella diagnosi, nella cura e nella raccolta di dati per una ricerca di alto profilo?

Abbiamo atteso, fino ad oggi, rispettosi degli impegni della Giunta, convinti che comunque si sarebbe aperto un dibattito pubblico sulla Sanità regionale che portasse almeno alla pubblicizzazione di un programma di azione. Abbiamo notato, e apprezzato, l’interesse mostrato dall’assessore nel visitare tutti i presìdi sanitari per conoscerne le problematiche e l’impegno profuso per la messa in sicurezza del “Punto Nascite” a Melfi, ma, la “querelle” veicolata dalla stampa nei giorni scorsi fra l’assessore Leone e l’ex assessore Cifarelli sulla questione Radioterapia a Matera ci costringe, però, a rompere gli indugi e ad intervenire per rinnovare con forza la nostra richiesta di incontro, anche pubblico se si ritiene, e contestualmente a levare un grido di allarme diretto a tutti gli amministratori del Vulture, Melfese, Alto Bradano insieme ai loro cittadini perché vigilino affinchè nessuna decisione venga assunta (o pubblicamente dichiarata) per soddisfare vecchi appetiti, mascherati (sciacallescamente) da interesse per gente che soffre e che ben altro deve aspettarsi da chi regge la cosa pubblica (maggioranza e opposizione).

Il vecchio “refrain” che l’Irccs Crob deve fare solo ricerca, va interrotto con decisione, una volta per tutte, e i guastatori del capoluogo, espertissimi in fagocitazione per meri interessi di bottega, tacitati immediatamente e pubblicamente. Il rispetto delle leggi, delle linee guide nazionali sanitarie, del buon senso e l’utilizzo razionale delle pubbliche risorse presuppongono un discorso generale fatto a monte di ogni scelta che impegni ingenti risorse, e per evitare di compromettere una sana redazione dei redigendi programmi di interventi.

Vogliamo rassicurare, convintamente, i cittadini del materano che il nostro discorso non è frutto di campanilismo. Più volte abbiamo scritto sulla stampa, nel passato, che la Radioterapia realizzata in deroga alle norme se proprio si doveva andava fatta a Matera e non a Potenza che distava solo 40 chilometri, (quello che poi è stato è diventato cronaca non certo nobile). Ma a Potenza ora un acceleratore per la Radioterapia c’è, esiste, e non si può prescindere da questo dato per i programmi futuri a meno che quella scelta non venga rivista. Aggiungiamo di più, quando, norme e buon senso permettendo, si dovesse ritenere opportuno dotare Matera del servizio di Radioterapia è giusto che si operi in tal senso.

Ma considerate le norme, le condizioni della nostra Regione, il numero complessivo dell’utenza oncologica (in ogni suo aspetto), è così assurdo pretendere che prima di tutto si proceda alla realizzazione e approvazione del Piano di Rete Oncologica Regionale che, oltre a distribuire, razionalmente, sul territorio le diverse discipline in materia, preveda la messa in esercizio di quelle prestazioni che in Basilicata non vengono assicurate procurando migrazione sanitaria passiva dannosa in termini economici per la Regione e logistici per i lucani, ai quali si finirebbe per evitare un disagio limitato nel tempo (la radioterapia si può fare una volta sola e per un ciclo di 20/30 giorni) per circa 100 chilometri di perpetuarne altri ben più pesanti e di molte centinaia di chilometri per prestazioni che devono vederli per forza fuori regione? Si sostiene, in definitiva, di evitare una duplicazione, quasi certamente antieconomica e con quelle stesse risorse dotare l’azienda ospedaliera, di un servizio che in Basilicata non c’è da realizzarsi con eccellenza.

L’Irccs Crob, prima di subire la sistematica e scientifica aggressione di politici e boiardi scellerati, produceva eccellenza e, con essa, utili di esercizi (unico presidio pubblico in Basilicata) che venivano utilizzati per altre aziende in crisi. E’ dimostrato! Quale mente perversa può continuare a pensare ancora in direzione contraria creando concorrenza in regione per far languire il Crob e poterne giustificare “ il funerale“.

E’ più che evidente che la Rete, approvata rapidamente, disciplinerà l’oncologia, dirà cosa fare-dove e che tutti i presìdi ospedalieri della Regione dovranno esserne coinvolti come è altrettanto evidente che detta Rete debba avere una sola testa ( fatta da tutti i responsabili diffusi sul territorio) che agisca dalla sua sede Hub nata per questo con apposita legge regionale di lucida lungimiranza, trent’anni fa se ancora oggi ne conserva validità.

Solo una oncologia così concepita, e realizzata, consentirà all’Irccs Crob, di concerto con gli altri presìdi, di fare in Regione una attività di diagnosi, terapia e ricerca in grado di partecipare con pari dignità col Pascale di Napoli e il Giovanni Paolo II di Bari con i quali è impegnato nella partnership del progetto Amore che è ormai una Rete Oncologica Meridionale a meno che la Regione Basilicata non decida di defilarsi da tale importante impegno.

Vogliamo sperare che la nuova Giunta voglia proseguire con passo spedito per potenziare, mettendo al centro di ogni operazione l’interesse e il bisogno dell’ammalato, e non demolire tutto (sarebbe un crimine storico per la nostra regione) per assecondare scelte di pancia o, peggio, di oscuri interessi.

Rinnoviamo dunque la nostra richiesta per un incontro, anche pubblico, e, perché no, proprio presso l’Irccs Crob (che a tutt’oggi non è stato ancora meta di una visita dell’Assessore diversamente dagli altri presìdi) dove si possa parlare di questo ma anche per dare risposte in ordine a conferme di programmi avviati e a questioni concrete e immediate, che stanno inginocchiando l’intero sistema a tutto danno degli ammalati.

Ovviamente non rimarremo passivi spettatori di quanto accadrà nei prossimi giorni, saremo pronti in posizione propositiva e di collaborazione a dare il nostro contributo di analisi e proposte (crediamo, per l’impegno concreto di tanti anni, di meritarne titolo) ma siamo parimenti pronti, e in tal senso allertiamo Amministrazioni e cittadini del Vulture Melfese Alto Bradano, come già fatto nel passato, alla mobilitazione e alla denuncia in ogni sede per scelte che dovessero rivelarsi, palesemente, sprechi economici per duplicazioni inopportune oltre che fuori norma, o per sottoutilizzo di risorse umane e di impianti già operanti sul campo.

Roberto Iosca , portavoce Gruppo di Attenzione del Vulture Melfese Alto Bradano