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Caffè in polvere o in cialda/capsula? Il confronto per risolvere ogni dubbio

In particolar modo, l’incapsulamento risulta un metodo efficace per trattenere ed evitare la dispersione dell’aroma

Comparso in occidente per la prima volta nel Seicento, il caffè si è presto diffuso in Europa ed America. Attraverso l’incontro con diverse tradizioni e abitudini caratteristiche di ogni società, la preparazione e il consumo di questa bevanda ha sperimentato diverse trasformazioni.
Ad oggi, nonostante il caffè si presenti ai suoi consumatori ancora in molteplici forme e qualità, possiamo individuare due principali tipologie di preparazione e consumo, ovvero il classico caffè in polvere – da preparare attraverso l’utilizzo della moka – e quello più moderno in capsula – che necessita di una macchina del caffè apposita.

Entrambe le modalità presentano vantaggi e svantaggi, che vanno ad influenzare diversi aspetti del consumo della celebre bevanda nera, non solamente limitati alla qualità e al gusto, ma anche alla praticità e funzionalità. Vediamoli quindi più in dettaglio.

Capsule da caffè: cosa sono?

Mentre la natura del caffè in polvere è nota a tutti, diversamente avviene per le capsule, poiché di origine piuttosto recente. Vediamo quindi di capire, brevemente, cosa sono.
Le capsule consistono in contenitori rigidi, solitamente in alluminio o plastica, contenenti dosi monoporzione di caffè in polvere di circa 7 grammi. Tali porzioni monouso sono racchiuse in un involucro protettivo e situate tra due filtri. Il confezionamento avviene in atmosfera protettiva, per garantire l’igiene del prodotto, mentre il contenitore ha la funzione di impedire ad umidità e altri fattori ambientali di intaccare l’integrità e la qualità del prodotto nel tempo, permettendo una conservazione ottimale del caffè per un tempo medio di 3 anni.

In particolar modo, l’incapsulamento risulta un metodo efficace per trattenere ed evitare la dispersione dell’aroma.
Le capsule vanno inoltre distinte dalle cialde, dato che queste ultime sono costituite da fogli di carta filtro.
Infine, è importante sottolineare che le capsule non sono tutte uguali: ogni macchinetta funziona solo con un determinato tipo di capsula compatibile.

Qualità e gusto del caffè

La qualità del caffè è ovviamente una delle caratteristiche più apprezzate e ricercate dai consumatori. Si tratta di un aspetto piuttosto complesso, influenzato da molteplici fattori. Innanzitutto bisogna tenere presente che esistono circa 2000 varietà, differenti tra loro per gusto, livello di caffeina e resa. In secondo luogo, bisogna considerare anche il tipo di coltivazione, la provenienza, il metodo di raccolta e lavorazione e infine la tostatura.

Quindi, indipendentemente dal metodo di preparazione – moka o macchina – la bontà del nostro caffè sarà in primo luogo dipendente dalla specifica qualità della materia prima. Questo vuol dire che, in base alla miscela utilizzata, è possibile ottenere caffè migliori o peggiori sia con la moka che con le capsule.

Tuttavia, bisogna comunque riconoscere che il metodo di preparazione ed estrazione del caffè non può non influenzare la qualità del prodotto finale. In particolare, la moka solitamente produce un caffè dal gusto forte, deciso e dalla consistenza leggera. Diversamente, la macchina per caffè offre una bevanda decisamente più cremosa e concentrata, dal gusto corposo che ne esalta l’aroma.

La sostanziale differenza è da ricondurre alla modalità di estrazione, che nella moka avviene attraverso il semplice surriscaldamento della caldaia che causa la pressione necessaria per far risalire l’acqua attraverso il macinato, fino al cannello di erogazione. Invece, nella macchina per caffè, l’estrazione avviene grazie all’alta pressione generata dal motore elettrico.

In generale, è possibile ottenere ottimi risultati con entrambi gli strumenti. Tuttavia, mentre per ottenere un buon caffè con la moka è necessario avere esperienza ed occhio, con la macchina è possibile ottenere in maniera costante lo stesso prodotto finale.

Moka e macchinetta per il caffè: praticità e utilizzo

Per quanto riguarda la praticità di utilizzo, moka e macchinette presentano differenze sostanziali. Come tutti ben sappiamo, il caffè ottenuto attraverso la prima richiede più tempo e una maggiore preparazione, contro la velocità e la semplicità della seconda.
Inoltre, va considerata anche la pulizia, che nella moka si traduce nel risciacquo stesso dello strumento, nella raccolta dell’eventuale polvere uscita e nel lavaggio dei fornelli e del piano di lavoro.
Su questo punto, quindi, non ci sono dubbi. La macchinetta è decisamente più pratica, veloce e facile da mantenere.

Impatto sulla salute: come viene preparato il caffè più salutare?

Solitamente tendiamo ad attribuire ai metodi tradizionali maggiore sicurezza e fiducia, diffidando invece di metodologie e strumenti più moderni. Per questo motivo sono ancora in molti a considerare più salutare il caffè ottenuto dalla moka.
Tuttavia questo non è vero: alcune recenti ricerche hanno dimostrato infatti come il caffè ottenuto dalle capsule sia in realtà più sicuro, grazie ai suoi livelli ridotti di caffeina. Quest’ultima, infatti, dipenderebbe dalla quantità di tempo in cui acqua e polvere di caffè rimangono a contatto: maggiore è l’intervallo di tempo, maggiore è la quantità di caffeina presente nella bevanda.

E quindi, poiché il caffè ottenuto con la moka richiede molto più tempo rispetto alla macchina, comprendiamo facilmente come i suoi livelli di caffeina saranno effettivamente maggiori rispetto al caffè ottenuto dalle capsule.

Economicità e costi: conviene di più la moka o la macchinetta?

Un ultimo ma non meno importante aspetto da tenere in considerazione nel nostro confronto, è il prezzo. In particolare, vanno considerati due aspetti: il costo per tazzina e il prezzo degli strumenti.
Innanzitutto, è importante sottolineare che i costi, in generale, varieranno in base alla qualità del caffè desiderato, alla marca, alla frequenza e alle abitudini di consumo.

Partendo dalla moka e dal caffè in polvere, questi ci permettono di ottenere da una confezione media – sia per prezzo che per peso – un numero di circa 30-33 tazze di caffè, al costo approssimativo di 10 centesimi a tazza. Infine, dobbiamo considerare anche il prezzo medio di una moka, che si aggira solitamente sotto i 20€. Per un ulteriore risparmio, si può acquistate una confezione di svariati chili di caffè in chicchi e macinare il caffè con il macinacaffè in casa. Con questo metodo il costo caffè/tazzina si abbassa ulteriormente.

Per quanto riguarda le capsule, invece, queste tendono ad avere un prezzo generalmente maggiore rispetto al caffè in polvere, in media dai 3 ai 4€ per dieci capsule da 7 grammi, spendendo quindi circa 30-40 centesimi a tazzina. Si tratta di un prezzo comunque vantaggioso, poiché possiamo godere dello stesso caffè che potremmo gustare al bar, ma ad un prezzo decisamente inferiore a quello richiesto (dagli 80 centesimi ad 1 €, e il prezzo sale se si ordina un caffè in un bar del centro storico delle capitali italiane).
Passando invece al costo della macchinetta, fondamentale per usufruire delle capsule, questo tende mediamente ad aggirarsi sui 200-250 €: decisamente più costosa, quindi, della tradizionale moka.

Caffè in polvere vs capsule: riepilogo

Concludendo, proponiamo un breve riepilogo, riportando le principali differenze sopra riportate tra le due tipologie di caffè. Per quanto riguardo il caffè in polvere e la moka:

  • Pro: si tratta di una soluzione economica facilmente accessibile.
  • Contro: richiede maggior tempo per la preparazione e necessita di maggiore pulizia e attenzione. La qualità del caffè dipende anche dall’esperienza d’utilizzo.

Invece, passando alle capsule e alla relativa macchinetta:

  • Pro: pratica e funzionale, ha una velocità di preparazione nettamente superiore, garantendo sempre gli stessi risultati. Non necessita di azioni di pulizia e offre la stessa qualità del caffè del bar.
  • Contro: costo medio per tazzina decisamente superiore alla moka, così come per l’acquisto della macchinetta. Inoltre, la capsula ha un importante impatto ambientale a causa del recupero difficile dei materiali che la compongono.