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Il letargo del M5S lucano e la quiescenza della sinistra

Dopo le tornate elettorali di questa primavera, tutti a letto

Un Movimento si chiama così anche perché dovrebbe “movimentare”, smuovere, animare, vivacizzare il dibattito politico e la partecipazione collettiva intorno a temi di grande interesse per il territorio. Eppure, il ritornello pare essere sempre lo stesso. Ferro e fuoco, neanche tanto, nei giorni di campagna elettorale e subito dopo tutti a letto. Si riapre la lunga stagione del letargo pentastellato. Stesso ritornello dei cinque anni trascorsi. I portavoce esercitano il ruolo di consiglieri regionali di opposizione, gli attivisti inviano messaggi ai parlamentari su questo o su quell’argomento. La base elettorale, quella consolidata e potenziale, ricomincia a mescolare opinioni e convinzioni con le notizie diffuse dai media e assiste alla grave crisi di identità del Movimento. I consiglieri regionali leggono le carte si fanno un’idea e intervengono con interrogazioni e mozioni, discusse con chi? Alcuni parlamentari, passata la festa, spariscono dai radar del territorio.

Sembra, il M5S, un partito delle istituzioni, tutto si gioca e si esaurisce all’interno dei consigli regionali e delle aule parlamentari. A parte qualche video messaggio sui social, che in alcune circostanze sarebbe anche da evitare, il nulla cosmico. La politica, quella che dovrebbe smuovere, animare vivacizzare, scompare. Niente iniziative pubbliche, dibattiti, confronti aperti. Eppure i temi sono cruciali e fondamentali per la vita della Basilicata. Dall’autonomia differenziata alla partita petrolifera che si riapre sia con Eni-Shell, sia con Total, dalle questioni della forestazione e del dissesto idrogeologico alle politiche industriali, dal pericolo mafioso che incombe in vaste zone della regione allo spopolamento che avanza. Insomma, gli argomenti seri su cui aprire spazi di animazione politica, non mancano. Ciò che manca, invece, è la politica. Chi fa o deve fare politica nel M5S lucano? Dov’è finito il mito della partecipazione sbandierato nelle campagne elettorali?

Non vale la scusa del momento di difficoltà legato alla riorganizzazione interna. Ai portavoce nessuno impedisce di organizzare spazi e momenti di animazione politica.

Tuttavia, anche le forze di sinistra, al momento non sembrano dare segnali di vivacità politica oltre le mura dei palazzi delle istituzioni e oltre le contestazioni di alcuni gruppi ambientalisti. Uno stato di quiescenza politica – nel senso di smuovere, animare, vivacizzare il dibattito e la partecipazione – che fa il gioco della destra.

Intanto, il consigliere regionale di maggioranza Vincenzo Acito, nel quadro del dibattito sull’intesa Total-Regione, ha invitato il Presidente e la Giunta a prendere atto del rapporto elaborato dallo Studio Ambrosetti con Total E&P Italia, presentato nel think tank Basilicata- Energie per un futuro sostenibile, “in modo da recepirne gli indirizzi strategici che la regione potrà adottare.” Quel rapporto, del 2018, va letto e studiato con attenzione. La visione e le strategie di sviluppo proposte potrebbero non essere completamente condivisibili. Sarebbe il caso di aprire un ampio confronto anche con i cittadini.