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Sangue lucano, il nuovo album di Pietro Cirillo è una denuncia sociale

Il musicista di Tricarico dedica il suo nuovo lavoro anche a Elisa Claps

Il nuovo album “Sangue lucano” di Pietro Cirillo nasce con tre dediche speciali.“La prima a Elisa Claps, giovane lucana a cui è stato tolto il diritto di camminare nel futuro, la seconda a Michele, giovane lucano figlio della fragilità e ad Antonio, papà lucano vittima della “morte bianca”.

Pietro Cirillo, musicista di Tricarico con la melodia tutta lucana da tempo incanta i palcoscenici di mezza Italia. Sulle piattaforme digitali, l’album è uscito il 15 luglio scorso. Podotto-distribuito e promosso dalla Cni Music di Roma guidata dal pioniere della world music italiana Paolo Dossena, con Domenico Sisto Panetta Production Manager. La grafica, le foto, e la copertina di “Sangue Lucano”, dirette e curate magistralmente da Carmen Peluso. Gli arrangiamenti e pre-produzione sono del raffinato musicista lucano Carlo Ostuni. Il mastering affidato al sound engineer della Rai – Alessandro Amendolara.

È il “Sangue Lucano” – spiega Pietro Cirillo – di una generazione che non ha fallito ma che è figlia di un fallimento. Il frutto amaro del silenzio lucano, l’urlo rabbioso del ” Vento di Elisa” (dedicato ad Elisa Claps)- che implora dietro i veli dell’omertà la sua giustizia, il sorriso fragile di Michele raccontato nel grido di “Con le mani al Sole”, la storia di Antonio che indossa la sua “croce di amianto”, colpito dall’ennesima morte bianca di un lavoro sempre più precario.

Un album che evidenzia la piena maturità dell’artista lucano. Un ritmo popolare che invoca, in questa epoca di odi e contrapposizioni, le bellezze di due terre meravigliose come la Calabria e la Lucania nella magia della voce di Mimmo Cavallaro. Diverse le musiche e i pezzi all’interno. Tarantella Rossa un brano che denuncia a voce alta l’inquinamento della nostra terra e le trivellazioni di una politica assassina, gridata dal musicista e compositore Mariano Caiano.