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Sanità deviata. All’Azienda Ospedaliera San Carlo fanno quello che gli pare

Arroganza senza limiti. Palese violazione di norme e regolamenti. E lo ammettono pure

All’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza fanno quello che gli pare. A meno che la legalità non sia stata davvero ristabilita come assicurato dal nuovo DG, sebbene tardino a vedersene le tracce.

Il 15 settembre 2017, l’allora direttore sanitario Antonio Picerno nomina 4 medici facenti funzione di primario nell’ospedale di Melfi. C’è una delibera? No. È stata applicata la procedura prevista dal regolamento interno e dal contratto collettivo nazionale di lavoro dei dirigenti medici? No.

E allora come sono stati nominati questi facenti funzioni? Semplice, “mera designazione”, nominati intuitu personae, ad esclusiva considerazione della persona. Lo dice la stessa azienda ospedaliera, rispondendo ad una richiesta di accesso agli atti, di atti che non esistono. E perché avete palesemente violato sia l’art. 18 del Contratto di lavoro, sia il regolamento interno? Risposta: avevamo fretta. Domanda: Fretta di che? Risposta: Boh!

Eppure, in materia di nomina di facenti funzioni, e cioè di attribuzione di funzioni superiori, sia il contratto collettivo dei dirigenti medici, art. 18, sia il regolamento interno del San Carlo allegato al piano triennale anticorruzione aziendale, prevedono un concorso interno e la comparazione curricolare dei partecipanti.

La nomina peculiare di Saverio De Marca, cognato della dottoressa Patrizia Vinci, direttore responsabile delle risorse umane dell’azienda, a facente funzione primario di pediatria a Melfi, è un tantino più strana delle altre. C’era una graduatoria di idonei a pediatria, approvata all’esito di un concorso, bandito con la delibera 480/2015 ancora valida ed efficace, e logica, norme, e buon senso vorrebbero, specie se vai di fretta, che il primario lo nomini attingendo da quell’elenco. E la dottoressa Vinci lo sa bene, tant’è che per la nomina del primario di neurologia, nel predisporre la delibera 563/2019, motiva diffusamente il ricorso alla graduatoria valida e già esistente di idonei a neurologia, correttamente. E correttamente il nuovo primario di neurologia è stato scelto in quanto secondo in quell’elenco, in seguito al pensionamento dell’ex primario.

E allora, perché a neurologia sì e a pediatria no? Evidentemente perché il secondo della graduatoria degli idonei a pediatria non era simpatico a qualcuno. E poi, per la nomina a f.f. perché non ricorrere alle procedure stabilite dall’art. 18 del Contratto di lavoro dei dirigenti medici e al regolamento interno dell’azienda ospedaliera? Forse perché il dottor Saverio De Marca non aveva i titoli per concorrere?

Comunque, qualche settimana dopo la nomina per ‘mera designazione’, il presidente Marcello Pittella in visita all’ospedale di Melfi dichiara: Sul presidio ospedaliero di Melfi non si può non sottolineare la positiva azione messa in campo dalla Regione Basilicata, a partire dall’individuazione dei quattro primari che hanno preso servizio il 15 settembre scorso (2017). L’allora presidente della Regione avrà preso un abbaglio, perché quei 4 non erano primari, ma facenti funzioni. Fatto sta che nel concorso per il primariato espletato in fretta e furia a poca distanza dalla nomina a f.f. per “mera designazione”, i vincitori sono proprio loro: Saverio De Marca (pediatria), Giuliano Urciuoli (Chirurgia), Felice Severino (anestesia e rianimazione).

Il regolamento interno del San Carlo riguardo alle sostituzioni e alle attribuzioni di funzioni superiori è inserito nel Piano Triennale Anticorruzione. La responsabile anticorruzione del San Carlo è stata investita, attraverso segnalazioni scritte, della questione senza tuttavia dare segnali di vita. Eppure, Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, interessato alla questione, aveva chiaramente scritto al San Carlo con la delibera n. 840 del 2018 che le segnalazioni di violazioni di norme anti corruttive bisogna istruirle.  “Con me parli? E perdi tempo.”

Il Giudice del lavoro, chiamato a decidere sulla questione da una delle parti lese, nella sentenza dell’8 ottobre 2018, stabilisce che nella vicenda si è consumata una “palese violazione dell’art. 3 del regolamento per l’affidamento degli incarichi di sostituzione ai sensi dell’art. 18 del CCNL… violazione peraltro espressamente ammessa dall’azienda sanitaria, alla pagina 9 della memoria di costituzione…

Il commissario dell’epoca Rocco Maglietta, invitato ad annullare la delibera di nomina del dott. De Marca a f.f. perché non rispettosa della legge e del regolamento ha fatto orecchie da mercante.

È così che funziona. Fanno quello che gli pare, se ne fregano delle regole e delle leggi, anzi ammettono anche di averle violate. Tanto nel peggiore dei casi, ci sarà una causa, passeranno anni prima di avere un provvedimento e se l’Azienda sarà condannata pagherà pantalone. E sapete che c’è? Una causa è profittevole perché consente a lor signori di affidare l’incarico all’avvocato amico il quale ringrazierà per la parcella pagata dai cittadini spesso inconsapevoli e impotenti.

Ci risulta che la vicenda sia stata sottoposta al vaglio della Procura della Repubblica di Potenza. Staremo a vedere.