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Smantellata rete di usurai a Melfi. Sette misure cautelari

Indagine coordinata dalla Procura distrettuale antimafia

Usura, estorsione e detenzione di armi da fuoco e munizioni. Con queste accuse, questa mattina, la polizia ha notificato sette ordinanze di misure cautelari disposti dal Gip del Tribunale di Potenza nei confronti di sette persone, tutte di Melfi, nell’ambito di una inchiesta denominata “Regimental” coordinata dalla Procura distrettuale antimafia del capoluogo lucano. 

Le persone raggiunte da misura cautelare. 

Ferrieri Antonio e Vittorio, fratelli, Luigi Lomio e Chingoli Romeo per il reato di prestito di denaro a tassi usurai a un ginecologo di Melfi.

Alessandro Patriziano e i figli Michele e Santo Fabio per il reato di prestito di denaro a tasso usurai concessi a un medico dentista, un piccolo imprenditore edile e un operaio dell’area industriale di San Nicola di Melfi.

Gli indagati- ha fatto sapere la Procura- non esitavano a compiere delitti di estorsione per recuperare i ratei insoluti.  L’indagine, ha permesso di accertare la detenzione illegale di una pistola da parte di Antonio Ferrieri, raggiunto pochi giorni fa da un altro provvedimento cautelare nell’ambito di un’inchiesta su presunti appalti illeciti al Comune di Melfi

Le indagini, particolarmente complesse e di non facile svolgeimento per lo spessore criminale degli usurai e per la non sempre completa collaborazione delle vittime- in alcuni casi minacciate di morte- hanno fatto emergere un fenomeno delittuoso molto diffuso sul territorio del Vulture Melfese consolidato da diversi anni e con consolidati protocolli operativi e modalità di erogazione e recupero del denaro.