Basilicata24 - Il quotidiano online di inchieste, approfondimenti e notizie di politica, cronaca, economia, cultura, ambiente, sport - Il quotidiano online della Basilicata dedicato a notizie di politica, cronaca, economia, cultura, sport

Associazioni sportive no profit: come funzionano

Come organizzare al meglio un’associazione sportiva dilettantistica, i passi da compiere per la sua costituzione e quali sono le agevolazioni fiscali disponibili?

Sei un appassionato di sport e stai pensando di fondare un’associazione sportiva no profit oppure di prendervi parte, tenendo corsi e promuovendo attività per giovani, bambini e adulti? Leggi questo articolo per scoprire come organizzare al meglio un’associazione sportiva dilettantistica, i passi da compiere per la sua costituzione e quali sono le agevolazioni fiscali disponibili.

Associazione no profit: definizione

Un’associazione no profit non è destinata alla realizzazione di profitti ma reinveste gli utili per gli scopi organizzativi. Le finalità di un’associazione no profit sono sempre extra-economiche. Per esempio, si possono organizzare attività, eventi, incontri con l’obiettivo di raggiungere gli intenti prefissati. Il capitale non può essere distribuito fra i soci neanche dopo lo scioglimento dell’associazione.

Tipologie

Esistono diversi tipi di associazioni no profit, per esempio le ONG (Organizzazioni Non Governative), le associazioni di promozione sociale e le imprese e cooperative sociali, le organizzazioni di volontariato, le ONLUS, le fondazioni di diritto civile e di origine bancaria, eccetera. Operano in diverse aree, come in ambito ambientale, economico, sanitario e di ricerca e sportivo.

Come fondare un’associazione sportiva per dilettanti: i vari passaggi

Un’associazione sportiva dilettantistica (ASD) promuove una o più attività sportive per principianti ed amatori, cioè persone che non fanno uno sport in modo professionale ma unicamente per diletto. Per fondare un’associazione sportiva dilettantistica bisogna compiere una serie di passaggi:

  1. Stabilire gli scopi dell’associazione e lo sport o gli sport praticati;
  2. Fondare il primo Consiglio Direttivo;
  3. Preparare un atto costitutivo e uno statuto secondo le regole previste dal codice civile e dalla legge fiscale. In questi due documenti bisogna indicare la sede legale della propria associazione, il patrimonio, la denominazione dell’ente, l’organizzazione, le norme sull’ordinamento, così come i diritti e gli obblighi degli associati;
  4. Registrarsi all’Agenzia delle Entrate, richiedendo il codice fiscale, pagando la tassa di registro e poi presentando l’atto costitutivo e lo statuto in duplice copia;
  5. Registrarsi ad un ente di promozione sportiva e successivamente anche al registro telematico del CONI. Con questo ultimo passaggio si potrà beneficiare di agevolazioni fiscali.

Struttura di un’associazione sportiva no profit

Un’associazione sportiva no profit ha la stessa struttura delle altre organizzazioni no profit. Prevede dunque un presidente, che ha il ruolo di coordinatore, un consiglio direttivo, formato da persone scelte fra i soci e che ha potere esecutivo ed infine l’assemblea dei soci, costituita dagli iscritti, che approva il bilancio annuale e nomina gli organi associativi.

Agevolazioni fiscali per le associazioni no profit

Questo tipo di associazione ha una serie di benefici dal punto di vista fiscale. Prima di tutto, bisogna menzionare la non tassabilità dei corrispettivi ricevuti dai soci per frequentare i corsi sportivi offerti. In secondo luogo, non si è obbligati ad aprire partita IVA, ma si può semplicemente presentare ogni anno un bilancio fiscale. Un’altra agevolazione fiscale è il poter dare ai soci istruttori dei compensi per la loro attività, che al di sotto di una data soglia non sono soggetti a tassazione. 

Per godere dei benefici fiscali previsti dalla legge, l’associazione sportiva dilettantistica deve rispettare dei precisi requisiti ovvero:

  • Non deve distribuire utili o capitale e, in caso di scioglimento dell’associazione, devolvere il patrimonio residuo ad altri enti sportivi;
  • Deve tesserare ogni individuo con tessera amatoriale o agonistica;
  • Deve presentare un rendiconto economico-finanziario;
  • Non devo avere soci temporanei;
  • Avere una disciplina uniforme del rapporto associativo;
  • Avere dei criteri di ammissione ed esclusione per gli associati;
  • Deve esserci libera eleggibilità degli organi amministrativi.

Gli obblighi contabili

Bisogna differenziare fra gli obblighi istituzionali e quelli commerciali, a seconda di come opera l’associazione sportiva dilettantistica. Nel caso in cui l’associazione sportiva no profit svolga unicamente attività istituzionale:

  • non ha l’obbligo fiscale di tenere libri contabili e registri IVA;
  • non è obbligata ad emettere scontrini o ricevute fiscali
  • deve redigere annualmente un rendiconto economico-finanziario con le entrate e le uscite.


Al contrario, se svolge anche attività commerciale:

  • deve tenere una contabilità separata per l’attività commerciale;
  • dovrà effettuare la dichiarazione dei redditi e tenere le scritture contabili obbligatorie

Dunque, nel caso un’associazione sportiva no profit abbia anche degli introiti di natura commerciale, i processi di contabilità diventano più complessi e questo può rallentare l’organizzazione dell’associazione. Per aiutare la gestione delle no profit sono d’ausilio le carte prepagate, con le quali si possono controllare spese e pagamenti e trasferire fondi con ricariche automatiche e periodiche. Gestendo una serie di carte prepagate e tenendo d’occhio i vari movimenti, si potrà tenere le redini della propria no profit, evitando errori o altre problematiche.