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Migrante morta a Metapontp, Usb: “Vergognoso ridurre tutto a problema di ordine pubblico”

Sono 500 i migranti, tutti regolari, che vivono in condizioni disumane

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Aveva 28 anni l’ultima vittima delle condizioni disumane in cui i braccianti sono costretti a lavorare e vivere nelle nostre campagne. Una giovane nigeriana, in Italia da 4 anni, madre di 2 figli, è rimasta uccisa nell’incendio divampato all’alba nella baraccopoli allestita intorno e nei tre capannoni dell’ex area industriale Felandina, a Metaponto. Un crocevia nei periodici spostamenti dei braccianti che lavorano tra Basilicata, Puglia, Calabria e Campania.

L’Unione Sindacale di Base, in Basilicata come in altre regioni italiane, ha sempre denunciato le inumane condizioni di vita e di lavoro di quella zona, battendosi per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori.

Così Usb ha fatto anche per la baraccopoli della Felandina, dove in 500, tutti immigrati regolari, vivono senza acqua, né energia elettrica. Nella totale indifferenza delle istituzioni, il cui unico intervento è stata un’ordinanza di sgombero dell’area firmata a maggio, rimasta sulla carta.

Da tempo Usb chiede alla Regione e ai Comuni interessati di intervenire per trovare soluzioni abitative per i braccianti, primo e necessario passo per sottrarli ai tentacoli del caporalato e della malavita. Nel 2016, a maggio e ad agosto, avevamo firmato due documenti con l’allora presidente della Regione, Marcello Pittella, che però non hanno avuto seguito, né sugli insediamenti abitativi, né sui presidi sanitari, tantomeno sui trasporti.

Dopo il rogo di questa mattina, una volta di più, è iniziato il vergognoso tentativo di ridurre tutta la questione a un problema di ordine pubblico. Nessuno ha ancora speso una parola sulla sorte dei 500 braccianti che hanno visto distrutte le loro poche cose, a partire dai preziosissimi documenti: da invisibili vivono e lavorano, invisibili debbono rimanere.

Usb torna a chiedere con forza il rispetto degli accordi presi per gli insediamenti abitativi, per i diritti sindacali e sociali. Per la dignità.

Usb Coordinamento braccianti Basilicata

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