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Sanità dietro le quinte. Il ‘trionfo’ della trasparenza all’ospedale san Carlo

Qualcuno ci segnala il vincitore del concorso di dirigente di Neonatologia il giorno prima della prova

È stato un sms a convincerci di ricostruire, su ipotesi giornalistiche, gli ultimi retroscena che hanno preceduto la nomina del nuovo direttore della Neonatologia al san Carlo di Potenza. Noi avevamo scommesso che a vincere il concorso sarebbe stata la dottoressa Simona Pesce, favorita per via di una storia che abbiamo raccontato nei giorni scorsi che fa da premessa a questo articolo.  E invece?

Il posto di dirigente della Neonatologia è stato assegnato al dr. Antonio Sisto. La valutazione dei titoli e i colloqui si sono svolti 31 luglio. Il 30 luglio alle ore 6,25 ci arriva un sms nel quale testualmente c’è scritto: “Buongiorno. Sono cambiati gli assetti di potere Pesce è uscita dai giochi. Vincerà tale Sisto, omonimo dell’attuale direttore sanitario. Il concorso era stato spostato apposta per aggiustare la Commissione.”

Siamo certi che la Commissione abbia svolto con correttezza il proprio lavoro e siamo certi che il vincitore abbia tutti i titoli per dirigere il reparto. Infatti, il punto critico della vicenda non è questo, e cioè l’esito di un lungo percorso, ma il percorso e i suoi lati che appaiono oscuri all’osservatore.

Il concorso per direttore di Neonatologia

Ripartiamo dal concorso interno. Il direttore generale dell’Azienda, Massimo Barresi, pochi giorni dopo il suo arrivo al San Carlo, decide, con delibera n. 91 del 25 gennaio 2019, di indire un avviso pubblico per la copertura dell’incarico di direttore di Neonatologia.  Tra gli ammessi, in tutto cinque, Simona Pesce.  La convocazione del colloquio, fissata per il 18 luglio è stata poi rinviata al 31 luglio. Quella delibera è stata impugnata. Le ragioni dell’impugnativa sono evidenti. Perché fai un concorso quando c’è già una graduatoria ancora valida di una selezione già espletata nel 2015? Quella graduatoria era, ed è ancora efficace. L’Azienda San Carlo lo sa bene. Non a caso per la nomina del primario di Neurologia, ha seguito la procedura corretta dello scorrimento della graduatoria esistente. E perché a Neurologia sì e a Neonatologia no? Probabilmente quel concorso si doveva fare per escludere qualcuno e favorire qualcun altro. Favorire chi? Forse, come dicono le male lingue, la compagna del primario di Ostetricia e Ginecologia Sergio Schettini?

 Qualcosa va storta per qualcuno e va dritta per qualcun altro

Intanto c’è il rinvio del colloquio dal 18 al 31 luglio. Perché rinviarlo? Forse perché nel frattempo si è perfezionata la nomina del nuovo direttore sanitario? Nuovo direttore sanitario che, sostituendo il vecchio, ha preso posto nella Commissione di valutazione. Il nuovo direttore sanitario è estraneo alle caciare interne, non è amico di Sergio Schettini il quale, ci dicono voci interne all’ospedale, avrebbe fatto fuoco e fiamme perché il percorso, iniziato anni prima, avesse l’esito “programmato”: Simona Pesce dirigente del reparto di Neonatologia.

Ma qualcosa cambia sugli ultimi cento metri. Il direttore generale Massimo Barresi, che aveva firmato una delibera molto probabilmente illegittima, ci ripensa. Il 25 luglio pubblichiamo un nostro articolo-inchiesta sulla vicenda del concorso e all’interno dell’ospedale e tra le mura del dipartimento regionale sanità sboccia il fermento della soluzione: Né Pesce né altri, Antonio Sisto è una scelta che mette d’accordo tutti e che smentisce le “male lingue”.

La Direzione Aziendale prova così a rimediare a una situazione ingarbugliata e a “ripristinare” la legalità. Il concorso e la valutazione dei titoli e i colloqui sono avvenuti in piena correttezza e trasparenza.

Anzi, la procedura è stata talmente trasparente che il nome del vincitore viene fuori ben prima delle prove. Il trionfo del migliore e della legalità. Con piena soddisfazione del Direttore Generale Barresi e dell’Assessore alla Sanità Leone.

Resta solo un punto oscuro. Lo straordinario profeta che ci ha inviato l’SMS per dirci quanto è accaduto ben prima che accadesse è regolarmente iscritto all’albo dei vaticinatori? Perché altrimenti, qui sì che ci sarebbe un reato: l’esercizio abusivo della professione. Unica violazione di legge in una vicenda esemplare di ritorno alla legalità nella cosa pubblica.