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Ulderico Pesce: “Ecco perché quest’anno vado al Festival di Aliano”

Dopo il duro j'accuse di un anno fa al direttore artistico e allo sponsor Eni, l'attore ci ripensa

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Lo avevamo lasciato con un appello ad una mobilitazione contro i petrolieri e con il lancio di dure accuse nei confronti di Eni e Total. Questa sera l’attore Ulderico Pesce sarà ad Aliano dove inaugurerà il festival La Luna e i Calanchi, che, almeno fino allo scorso anno, è stato finanziato da Eni e Fondazione Mattei.

Proprio sulla nostra testata in una lunga intervista  lo scorso settembre Pesce criticò in modo netto la scelta di Franco Arminio, direttore artistico del Festival di Aliano di non parlare di petrolio e dei suoi effetti nell’ambito della manifestazione. L’attore e regista chiamò gli artisti e gli intellettuali lucani “alle armi” per aprire una “vertenza petrolio”. Il suo appello è rimasto lettera morta. Eravamo alla vigilia di una stagione elettorale che a urne chiuse ha premiato chi del petrolio ha più volte ammesso di apprezzarne il colore dei soldi. Ma questa è un’altra storia che abbiamo già raccontato e che arricchiremo di ulteriori pagine.

Quello che adesso ci preme è comprendere se Ulderico Pesce, un anno fa, abbia preso in giro le centinaia di lettori che apprezzarono la sua intervista e il suo schierarsi, senza se e senza ma, contro i signori del petrolio. 

Ulderico, hai cambiato idea sul festival di Aliano finanziato con i soldi dell’Eni?

Ha cambiato idea Franco (Arminio, ndr) che mi ha chiamato dicendomi che non potevo non esserci, che era arrivato il momento di parlarne (di petrolio ndr).

Perché ha cambiato idea, non c’è più il finanziamento Eni?

Io credo che ci sia, sia da parte di Eni che di Total, ma non sono molto informato. Tuttavia Arminio, invitandomi ,ha fatto un bel gesto. Non poteva non darmi parola essendo Franco un poeta e una persona molto sensibile ai temi che riguardano i territori. 

E tu hai accettato nonostante abbia storto il naso l’anno passato per questa iniziativa finanziata dai petrolieri? 

Porterò ad Aliano il mio spettacolo “Petrolio” e non farò sconti a Eni, né a Total. Lo farò a titolo completamente gratuito, e anzi promuoverò in quella sede una raccolta fondi per l’Ail di Potenza. Perchè io non dimentico lo studio Vis (valutazione di impatto sanitario ndr) che ha confermato i nostri timori sugli effetti nefasti dell’inquinamento che producono le estrazioni petrolifere. 

Non sarebbe meglio, anzi più coerente, non contribuire alla riuscita di una manifestazione finanziata dai petrolieri? 

Devo stare zitto, secondo te? Come ho già detto non farò sconti a nessuno. Parlerò dello sversamento di petrolio in Val d’Agri e del conseguente inquinamento; delle indagini della magistratura; parlerò delle morti di Gianluca Griffa e Guido Conti. Parlerò di omicidi. Li definirò “assassini” (i petrolieri ndr). Penso possa bastare per far comprendere che la mia esibizione ad Aliano sarà l’occasione per aprire il dibattito sul petrolio nel corso di un’importante iniziativa quale è il Festival La Luna e i Calanchi. 

Un dibattito per troppo tempo rimandato, come hai fatto notare lo scorso anno nella sua lettera aperta a Franco Arminio. Cosa è cambiato secondo te quest’anno? Avrà inciso in qualche modo il cambio della guardia al Governo regionale?

Non sono nella testa di Franco, e quindi non so rispondere. So però che finalmente, di fronte ai tanti che ogni anno raggiungono Aliano per partecipare al festival, sarà affrontato il tema. Non ci sarà solo il mio spettacolo per riflettere sulla questione. Nel corso dei quattro giorni di manifestazione discuteremo di petrolio e politica energetica della Basilicata anche in altre modalità. Oggi le riflessioni che sollevo con il mio spettacolo sono patrimonio comune. Eni, lo voglio ricordare, è sotto inchiesta per disastro ambientale. Il padre di Gianluca Griffa (ingegnere Eni trovato morto nel 2013) è andato in procura a sollevare dubbi sulla morte del figlio. 

Sei reduce dal successo di pubblico dello spettacolo La Bella vergogna, portato in scena a San Paolo Albanese in collaborazione con la Fura dels Baus. Anche in questo caso una pagina di denuncia molto forte. Con tutto il rispetto per la comunità di San Paolo Albanese, perché lo spettacolo, essendo inserito nelle iniziative per Matera 2019, non è stato fatto a Matera ma in un paesino del Pollino?

La presenza di pubblico arrivato a San Paolo Albanese mi ha commosso. Porteremo La Bella Vergogna a Milano, al teatro Menotti…Lo spettacolo ha bisogno di ampi spazi sia interni che esterni…in Basilicata devono esistere spazi che lo possano contenere perché lo spettacolo è itinerante. Per ora, il primo contatto è Milano…

E a Matera, si farà?

Sicuramente andremo.

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