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Centro Olio Viggiano, Summa Cgil: “Nessuna sicurezza in termini di tutela ambientale e salute”

L’ennesimo blocco dell'impianto dimostra come si stia continuando con le stesse modalità di sempre

L’ennesimo blocco del Centro oli di Viggiano dimostra come si stia continuando con le stesse modalità di sempre: nessuna trasparenza né, tanto meno, informazioni da parte di chi è deputato al controllo, ancora una volta “affidato” all’Eni che, come sempre succede in queste circostanze, rassicura su quanto accaduto.

Per quanto il Cova sia stato scelto per diventare la prima “lighthouse” dell’Eni, cioè un impianto integralmente digitalizzato con le tecnologie più innovative, questo non ha portato ad alcun avanzamento in termini di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente, visto che continuano a verificarsi episodi di questa natura.
Episodi che si susseguono nel tempo e di fronte ai quali si ha la percezione di una totale assenza di controllo da parte della Regione e degli organismi preposti, mentre l’Eni, dal canto suo, continua ad operare in tutta libertà.

Nonostante i tanti annunci e proclami, emerge che ancora una volta non si è in grado di attivare anche il minimo presidio pubblico in grado di assicurare il rispetto dell’ambiente e delle norme che regolano un’attività di tale impatto sulla salute dei cittadini.

Si faccia chiarezza, si rafforzi il sistema di monitoraggio e controllo da parte delle istituzioni, vincolando le aziende coinvolte a un supporto e una collaborazione trasparente. Il nostro territorio non può essere condannato a un destino di subalternità alle compagnie petrolifere determinato da questa perdurante fragilità istituzionale. Va messo in campo ogni sforzo per adeguare e modernizzare gli impianti produttivi e le strutture di supporto alla sicurezza, rafforzando al contempo quella attività di tutela e monitoraggio che è la condizione essenziale per lo svolgimento di qualsiasi attività produttiva.

Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata