Basilicata24 - Il quotidiano online di inchieste, approfondimenti e notizie di politica, cronaca, economia, cultura, ambiente, sport - Il quotidiano online della Basilicata dedicato a notizie di politica, cronaca, economia, cultura, sport

Fca Melfi, continua la flessione. Stop anche a ottobre

Saranno attivati i contratti di solidarietà. Uil: "Non c'è più tempo da perdere, servono azioni di impulso per l'automotive"

Durante l’Esecutivo di Stabilimento alla Fca di Melfi, convocato in mattinata, la Direzione Aziendale ha comunicato lo stop di ulteriori 37 turni di lavoro relativamente al mese di ottobre, la cui copertura sarà attraverso il contratto di solidarietà per tutti i lavoratori interessati allo stesso. Lo fa sapere la Uilm un una nota.

Lo stop è previsto dalle ore 22.00 di giovedì 3 ottobre alle ore 6.00 di lunedì 7 ottobre; dalle ore 22.00 di giovedì 10 ottobre alle ore 6.00 di lunedì 14 ottobre; dalle ore 22.00 di giovedì 17 ottobre alle ore 6.00 di lunedì 21 ottobre; dalle ore 22.00 di giovedì 24 ottobre alle ore 6.00 di lunedì 28 ottobre e terzo turno di giovedì 31 ottobre

Il fermo è legato all’andamento di mercato e più complessivamente alla situazione tecnico produttivo organizzativa.

Il calo di volumi è dovuto principalmente ad un calo drastico degli ordinativi di oltre oceano – America- ; ormai -sottominea il sindacato- i paventati dazi stanno rallentando in modo drastico tutto il mercato dell’automotive e non solo.

Dunque continua la flessione degli ordini visti i 37 turni di fermata coperti attraverso il contratto di solidarietà che determinano una riduzione di circa 14.800 vetture, ma siamo fiduciosi che gli investimenti già in atto all’interno dello stabilimento di Melfi, l’adozione delle nuove tecnologie ibride/elettriche e soprattutto l’avvio della produzione a partire già dai prossimi mesi con le preserie della nuova Jeep Compass saranno determinanti per lo sviluppo dello stabilimento di Melfi al fine di renderlo sempre più strategico in un mercato più globale.

Non c’è più tempo da perdere-conclude la Uilm-, l’Italia e l’Europa devono mettere in campo azioni che vanno nella direzione di salvaguardare e dare un impulso forte a tutta l’economia e al settore dell’automotive.