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La Basilicata al cospetto della Total. Continua la maratona delle chiacchiere della Giunta Bardi

Abbiamo la sensazione che i volponi vecchi del petrolio si mangeranno vivi i nostri “ingenui” eroi coraggiosi

Stiamo lavorando, stiamo facendo, stiamo provvedendo, stiamo approfondendo…Endo, endo endo endo. È come un’eco che risuona in tutta la Basilicata, ogni santo giorno

Un’eco che diventa fastidiosa e preoccupante quando il suono si riflette contro l’ostacolo petrolifero. L’ultimo incontro, 5 settembre, tra la delegazione della Regione e quella della Total-Shell ha partorito l’ennesimo “endo”. I nostri eroi da un lato affermano che la tutela dell’ambiente e della salute è prioritaria e dall’altro chiedono più risorse per la “compensazione ambientale”. Intanto Bardi dichiara, ormai siamo abituati, che “stiamo lavorando ad un accordo proficuo”.

La frase più famosa, oltre a quella di Bardi per cui il petrolio è ricchezza, l’ha pronunciata ieri Gianni Rosa, assessore all’Ambiente: “È possibile fare sviluppo in un ambiente salubre.” Un’affermazione che a prima vista appare banale. È evidente che si può fare sviluppo in un ambiente che scoppia di salute, sempre che tu sappia come si fa sviluppo. Rosa, però, lo dice a margine delle riunioni con la multinazionale Total, rivendicando il “coraggio” di chiedere la revisione degli accordi del 2006. Di quale ambiente salubre si parla in un’area invasa da impianti petroliferi, impianti che per definizione inquinano a prescindere dalle intenzioni e dalle menate della politica?

Abbiamo la sensazione che i volponi vecchi di Total si mangeranno vivi i nostri “ingenui” eroi coraggiosi. A quei tavoli fatevi accompagnare da gente esperta che abbia visioni e competenze con gli attributi, in grado di capire il gergo affaristico dei petrolieri che già in passato hanno messo sotto scacco i nostri statisti di carta. Total ha già combinato disastri in quella zona, irreversibili. Il punto di partenza è questo: i disastri già compiuti, per i quali dovrebbero sbaraccare dopo aver pagato fior di quattrini ai lucani.

Cari eroi coraggiosi, quelli di Total-Shell sono spregiudicati almeno quanto quelli dell’Eni, anche se al momento in Italia non hanno le stesse tutele riservate al cane a sei zampe.  Potranno promettervi posti di lavoro aggiuntivi che non ci saranno mai, non per loro avarizia, ma per ragioni oggettive. Il mestiere dei petrolieri non è creare occupazione. E voi ci cascherete. Potranno promettervi tutto ciò che chiedete, ma non manterranno le promesse. E voi dovrete soccombere, come sempre, come gli altri. I muscoli con i palloncini come il clown al circo è una scena che abbiamo già visto. Basterà uno spillo e via con la risata.

Tuttavia, vi saremmo grati se ci faceste sapere che cosa state chiedendo ai petrolieri, a parte la pretesa del raddoppio della corresponsione  dei 50 centesimi  a barile previsti nell’accordo del 2006. Seppure dovessero concedervi 80 centesimi troveranno il modo per fregarvi e tuttavia il mancato rispetto di questa promessa non costituirebbe in futuro motivo per sospendere le estrazioni. Avete chiesto per caso il controllo pubblico sulle quantità estratte?

Dite di aver formulato delle proposte alla Total. I cittadini possono conoscere queste proposte? Possibilmente nel dettaglio.

Dite che la Total ha presentato le sue controproposte. I cittadini possono conoscere queste controproposte? Possibilmente nel dettaglio.

Domande ingenue. La risposta è prevedibile: “Le trattative in corso non possono venire disturbate dai mugugni o dall’esultanza del popolo. Per il momento dovete accontentarvi delle foto e delle dichiarazioni a margine degli incontri.” Ci sta.

Tuttavia, siamo preoccupati. Non avete un programma, non avete un Piano strategico, non avete una visione di sviluppo chiara e definita nei documenti programmatici, perciò ci chiediamo che cosa stia succedendo in quel negoziato. Ad oggi abbiamo tre indizi: “Il petrolio, oro nero, è una ricchezza” (Bardi); “È possibile fare sviluppo in un ambiente salubre” (Rosa); Più royalty, salvaguardia della salute e dell’ambiente, più occupazione (Tutti, da 30 anni).