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Lavoratori immigrati senza dignità nel dormitorio incivile di Palazzo San Gervasio. Chi è il responsabile? foto

Bloccato il progetto, già finanziato, per la costruzione di un centro di accoglienza degno di questo nome

I braccianti stagionali che lavorano nei campi dell’Alto Bradano, sono costretti a vivere in condizioni precarie, sistemati nell’ex tabacchificio di Palazzo San Gervasio sistemato alla meglio. Una vergogna senza fine. Eppure ci sono le risorse per la realizzazione un nuovo centro progettato dall’Ufficio Provveditorato della Regione. Progetto del 2017 che a distanza di due anni rimane ancora bloccato. Per quale motivo?

Lo scopriamo da una lettera che Pietro Simonetti, componente del Tavolo Nazionale Anti caporalato del ministero del Lavoro, ha inviato nei giorni scorsi alla Giunta regionale e al Prefetto di Potenza.

“Desidero – scrive Simonetti – in riferimento agli orientamenti assunti dalla Conferenza delle Regioni e nella definizione de Piano Nazionale Anti caporalato, in via di approvazione, richiamare la vostra attenzione sul progetto in oggetto definito con il Ministero dell’Interno, approvato Tavolo Regionale Anti caporalato di cui all’accordo attuativo regionale del 2016.

Il progetto è stato incardinato nel mese di luglio del 2017 presso in Comune di Palazzo San Gervasio per i provvedimenti amministrativi di competenza (qui si vedano gli allegati). Da quella data l’ufficio competente comunale non ha proceduto alla definizione della variante richiesta per la ristrutturazione dell’ex tabacchificio nonostante le sollecitazioni delle parti interessate, della stessa Prefettura e dei responsabili nazionali del Pon Legalità.

Il Ministero dell’Interno ha stanziato sei milioni per i nuovi centri di Palazzo e Scanzano a cui si sommano altri quattro milioni di fondi dei progetti Suprime Più ed Emergenziali per gli interventi transitori in attesa della realizzazione delle nuove strutture.

Va ricordato che mentre il progetto per il Bradano è bloccato il completamento del Centro di Scanzano è in corso con la piena collaborazione dell’Amministrazione Comunale.

Desidero ricordare che le risorse finanziare stanziate devono essere rendicontate alla UE entro il 2020 termine della programmazione.

Tutto ciò premesso e tenuto conto della esigenza di elevare gli standard dei servizi di accoglienza per superare il dormitorio del tabacchificio che negli ultimi cinque anni ha ospitato circa 2000 stagionali, si rende necessario e urgente sboccare la situazione, superare le resistenze non giustificate, realizzare il nuovo centro e attuare i progetti finanziati…”

Perché il Comune di Palazzo San Gervasio non ha ancora proceduto alle operazioni amministrative di sua competenza? Ecco, abbiamo capito chi deve mettersi la mano sulla coscienza. Chi deve ritenersi responsabile delle condizioni disumane in cui vivono i lavoratori migranti? Saremo felici di ospitare repliche e giustificazioni dell’amministrazione comunale palazzese.

Nelle foto in fondo all’articolo, la documentazione sulla vicenda.