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Le Torri Umane di Irsina al Tocatì Festival di Verona

Dal 12 al 15 settembre prossimi

L’Associazione Torri Umane di Irsina, Matera, parteciperà a alla diciassettesima edizione di Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi in Strada, che si terrà dal 12 al 15 settembre 2019 a Verona, con il gioco del Calciobalilla-P’zz’cantò.

Robusti giovani si tengono stretti con le braccia disponendosi in cerchio. Su di loro si arrampicano altri giovani fino a formare una “Torre” la cui altezza arriva a circa quattro metri e mezzo. Il numero di partecipanti può variare, ma solitamente a condurre il gioco sono gruppi di tredici persone, che, secondo la tradizione, formano le piramidi umane seguendo uno schema che prevede tre piani costituiti da 7 + 4 + 2 giocatori. Al centro delle piramidi umane è posta una pertica di legno alla quale i pizzicantari, si aggrappano. La torre, una volta formata, sfila girando su se stessa con armonia compiendo un percorso lungo un centinaio di metri. 

Torri umane

Per darsi un ritmo nel roteare i giocatori cantano filastrocche dialettali, che contengono ammonimenti tra chi sta ai piani inferiori e chi sta a quelli superiori, incitandosi a vicenda a non perdere l’equilibrio. Chi cede provoca il crollo della torre: la botta. 

Al Tocatì, oltre al P’zz’cantò, anche Bàla Creéla e Morra (Lombardia), Rouotta (Valle d’Aosta), Trucco da Terra (Liguria), Carrara (Sicilia) e diversi sport della tradizione italiana provenienti dalle regioni Lazio, Veneto, Trentino, Piemonte, Sardegna, Emilia-Romagna, Liguria e Friuli-Venezia Giulia.

Molto ricca, come d’abitudine, la categoria dei giochi urbani, attenta alla contemporaneità, con attività come Kendama, Parkour, Ultimate Frisbee e Skateboard e la categoria dei giochi da tavoliere come, Carrom, Backgammon e Dama.

Ospite di questa edizione del Festival la Bretagna rappresentata dai giochi della tradizione come Palet sur terre l’antico gioco di lancio narrato sin dall’antica Grecia nelle opere di Omero, passando per i romanzi di “Gargantua e Pantagruele” scritti da François Rabelais; il gioco dei birilli tipico di Pohers, tra Carhaix e Edern, Quilles du Poher; il sollevamento della pertica, Lever de la Perche, gioco nato come sfida tra portatori di bandiere religiose durante le processioni; Bazh Yod, in Bretone  “bastone per il porridge” perché lo strumento principale del gioco ricorda il mestolo usato per la preparazione del porridge d’avena, piatto tipico di questa terra; Galoche sur Billot, lancio del dischetto, un gioco risalente al 12° secolo che veniva praticato nelle strade, nei caffè e durante le sagre di paese, coinvolgendo tutta la cittadinanza; Lutte Bretonne, la lotta bretone nata durante le migrazioni del 4° secolo per prepararsi al combattimento in guerra e tanti altri giochi.

In un’ampia e suggestiva area cittadina si potrà “viaggiare” alla scoperta di tradizioni culturali, incontrando persone e consuetudini che portano nel presente antichi gesti ludici, danze, musiche e rituali (categorie espressive riconosciute dall’Unesco come parte del Patrimonio Immateriale – Convenzione di Parigi del 2003).