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Matera, alla Biblioteca “Stigliani” parte della storia della Basilicata rischia di andare perduta

La segnalazione di un membro dell'Associazione "Amici della Biblioteca"

Leggo sulla stampa locale la notizia dell’apertura, all’interno dei locali appartenenti alla Biblioteca “T. Stigliani” di Matera, di uno spazio destinato alla cultura sportiva, intitolato a Pietro Mennea e dotato di oltre 2.000 testi di argomento sportivo.

Si tratta certamente di una iniziativa positiva, come tutto ciò che mette a disposizione di tutti un qualsiasi segmento di ciò che chiamiamo “Cultura”. Tuttavia, poiché da qualche anno seguo quanto accade alla Biblioteca Stigliani, avendo aderito da tempo alla “Associazione Amici della Biblioteca”, ritengo inevitabile fare alcune
osservazioni in merito alla suddetta notizia ed alla situazione della Biblioteca. 

Fin dalla nascita della Associazione, per esempio, è stato segnalato che infiltrazioni di acqua piovana e conseguente umidità stanno mettendo a repentaglio parte del patrimonio librario, costringendo addirittura alla chiusura al pubblico della Sezione Lucana; in altri termini, è a rischio la sopravvivenza dei testi riguardanti la storia e la cultura della nostra regione.

Un altro esempio illuminante sullo stato dell’esistente riguarda la mancata manutenzione dell’impiantistica che ha portato, tra l’altro, allo spegnimento dell’impianto di climatizzazione, con conseguenze facilmente intuibili per il Personale, gli utenti e gli stessi testi custoditi, primi fra tutti, i più antichi; il servizio di pulizia dei locali e pertinenze è talmente ridotto al lumicino che è stata segnalata perfino la presenza, per mesi, della carcassa di un falco grillaio su un balcone, evidentemente non oggetto di pulizia;

La carcassa di un falco grillaio sul balcone della biblioteca

infine, negli anni sono stati sottratti, in più riprese e per le ragioni più disparate, numerosi spazi originariamente destinati alla Biblioteca ed alla annessa Mediateca (quest’ultima oggi definitivamente soppressa).

A fronte di quanto esposto (solo un piccolo e parziale riassunto delle carenze esistenti), a partire dalla dirigenza della Biblioteca e risalendo in su agli amministratori Provinciali competenti ed alla Regione Basilicata cui spetta la tutela del patrimonio culturale, fulmineamente e senza indugi, hanno trovato il tempo, il modo e le risorse per istituire la sezione dedicata alla cultura sportiva.

Ma i soggetti citati sanno che una preziosa parte della storia della Basilicata rischia di andare perduta? Sanno che il servizio a disposizione dei cittadini e di tanti studenti è da anni sempre più limitato e ridotto? Sanno che esistono fondi librari, oggetto di donazione (citiamo, tra gli altri ed a solo a titolo esemplificativo, il fondo Leonardo Sacco), giacenti in qualche deposito, mai inventariati e tanto meno fruibili da parte di tutti? Come mai, a pochi mesi dal loro insediamento, gli amministratori Provinciali sono riusciti ad aprire la sezione di cultura sportiva e, viceversa, non riescono a fermare le infiltrazioni d’acqua? E, per finire, che fine hanno fatto i 3 milioni di fondi che pare fossero stati stanziati dalla passata Amministrazione Regionale in favore della Biblioteca Stigliani? Da cittadino, utente della Biblioteca ed iscritto all’Associazione sopra citata, mi aspetto che qualcuno risponda a questi interrogativi.

Mario Grego