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Occupazione, Vaccaro (Uil): “Non ci accontentiamo dello zero virgola”

Il segretario regionale commenta così i dati Istat

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Non è certo la diminuzione dello zero virgola del tasso di disoccupazione rilevato oggi dall’Istat relativamente al secondo trimestre dell’anno che può soddisfarci, tanto più che a determinare il segno “più” pesa il fattore lavoro stagionale che nella fase estiva ha un rilievo particolare”. E’ il commento del segretario regionale della Uil Basilicata Carmine Vaccaro al rapporto Istat sul mercato del lavoro nel secondo trimestre dell’anno.

“Siamo ancora molto lontani dal tasso di occupazione del Nord (68,2% contro il 45,3% del Sud, di cui il 57% sono maschi) per poter esprimere valutazioni positive. La situazione della nostra regione – aggiunge – si caratterizza per la precarietà e la diffusione di contratti a termine. La conferma che viene sempre dall’Istat è che le ore lavorate sono scese leggermente su base congiunturale (-0,1% sul trimestre precedente) e hanno rallentato la loro crescita in termini tendenziali (+0,4%), cioè rispetto all’anno prima.

Queste dinamiche del mercato del lavoro si inseriscono in una fase di sostanziale ristagno dell’attività economica confermata, nell’ultimo trimestre, da una variazione congiunturale nulla del Pil. Sappiamo poi, come ricorda la stessa Istat, che “nei dati mensili più recenti (luglio 2019), al netto della stagionalità, il tasso di occupazione e il numero di occupati mostrano un lieve calo rispetto al mese precedente”. Per noi – dice Vaccaro – riduzione delle tasse e lavoro sono i due capitoli della relazione programmatica del Premier Conte. Siamo, invece, decisamente preoccupati per le lacune in materia di previdenza e di rinnovi contrattuali. Non vorremmo che si commettessero errori del passato: i pensionati non sono il bancomat del Paese e le loro pensioni vanno rivalutate; i contratti dei lavoratori dipendenti devono essere rinnovati presto e bene. Pertanto tre sono le questioni per noi centrali: Ambiente, Lavoro, Istruzione. L’ambiente come risorsa, il nuovo lavoro ed i mille volti della conoscenza sono i principali rigeneratori dell’economia occidentale e di quella italiana.

Sono sfide per tutti e sono l’orizzonte delle nuove battaglie sociali e sindacali. Serve un diverso modo di governare che rimetta al centro i termini di un nuovo sviluppo del Paese, con proposte ed interventi convincenti. Prima di tutto -dice il segretario della Uil – la proiezione internazionale della nostra regione in tante parti del mondo. La presenza degli stabilimenti Jeep a Melfi è in qualche modo l’emblema, l’espressione concreta di una chiave globale dello sviluppo e di una chiave sociale del lavoro ,del tutto nuova rispetto al passato. Come ne sono portatori di significato gli hub per l’innovazione dell’Università e delle grandi imprese multinazionali.

Tuttavia senza un filo forte,potente che leghi i tanti spezzoni di economia e di società e senza la valorizzazione dei beni comuni locali anche questa proiezione verso il mondo rischia di rimanere azzoppata. Ecco la“discontinuità”, il distacco dal passato, forse meglio il “completamento” di una lunga transizione durata oramai oltre il decennio. Non saranno certo i navigator, anche se avessero la bacchetta magica – conclude – a risolvere l’emergenza disoccupazione”.

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