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Basilicata. Total mette le mani sull’eolico. Non basta il sottosuolo, vogliono prendersi tutto

Un impianto devastante da 72,8 megawatt tra le sponde del torrente Salandrella tra San Mauro Forte e Salandra

Il parco eolico San Mauro Forte, che coinvolge anche i Comuni di Salandra e Garaguso è attualmente al vaglio del ministero dell’Ambiente per l’eventuale concessione della Via (Valutazione di impatto ambientale).

Il progetto prevede l’installazione di 14 aerogeneratori per una potenza unitaria pari a 5,2 MW e per una potenza complessiva pari a 72,8 MW con relative opere connesse per il collegamento alla rete di trasmissione nazionale. L’impianto da progetto denominato “Serre d’Olivo” da realizzarsi nel comune di San Mauro Forte, in provincia di Matera, viene collocato quasi interamente nel comune di San Mauro Forte e parte nel comune di Salandra. “Serre d’Olivo”, sembra uno scherzo, o uno schiaffo al territorio.

I proponenti, nella relazione di progetto, affermano che “l’area ricade in zona agricola in cui non sono presenti insediamenti abitativi stanziali, sono tuttavia presenti delle masserie, alcune delle quali abitate, e dei capannoni ad uso agro-silvo-pastorale.” In verità si tratta di una zona dal paesaggio unico, a forte vocazione agricola e pastorale.

Il sito scelto per l’installazione del parco eolico è dislocato ai due lati del torrente Salandrella al confine tra i comuni di San Mauro Forte e Salandra e per l’esattezza a sud-est del comune di San Mauro Forte e a sud-ovest rispetto al comune di Salandra, da entrambi dista 7 km in linea d’aria.

L’area inquadrata per la realizzazione dell’impianto è per lo più destinata a seminativo e in minore entità al pascolo.

È un’opera mastodontica, saranno realizzate 14 fondazioni in calcestruzzo armato, con relativo impianto di messa a terra; piazzole definitive per l’esercizio dell’impianto; strade per l’accesso alle piazzole e dunque alle turbine; modifiche alla viabilità esistente; cavidotti; stazione elettrica e raccordo aereo. L’illuminazione della stazione sarà realizzata con torri faro a corona mobile, alte 35 metri. I rotori degli aerogeneratori di progetto hanno diametro pari a 162 metri. Le torri probabilmente saranno alte fino a 200 metri dal livello del terreno.

Immaginate questo cantiere, poi immaginate l’impianto concluso: quella parte di territorio sarà completamente stravolta e avrà effetti anche sul paesaggio intorno a distanza di chilometri.

Per la valutazione del potenziale eolico del sito in questione sono stati utilizzati i dati misurati da 1 sola stazione anemometrica installata nel comune di Calvello (Pz); la stazione di misura ha altezza totale pari a 15 metri.

Dunque sono almeno tre le stranezze: la stazione anemometrica, una sola; l’impianto è dislocato ai lati del torrente Salandrella; la vocazione agricola e paesaggistica dell’area che sarà interessata da un’anomala industrializzazione eolica. E sono almeno due le domande: Esiste una delibera di adozione della necessaria variante urbanistica?  Perché questo mega impianto in una regione che ha già dato oltre ogni misura?

Chi propone l’impianto?

La ITW San Mauro Forte S.r.l., diecimila euro di capitale, costituita il 22 luglio 2019 con sede legale in Potenza alla via del Gallitello 89. Società naturalmente ancora inattiva. Chi è l’amministratore unico della società? Emmanuel Macqueron già amministratore unico della Muro Lucano S.r.l., con sede sempre a via del Gallitello 89, quella dell’’impianto eolico da 12 generatori e 57,6 MW a Muro Lucano e dintorni. Proprietario della Muro Lucano S.r.l. è la VSB Energia Verde Italia S.r.l. che fa capo alla Vsb Energies Nouvelles di cui Emmanuel Macqueron è stato presidente. Attualmente Macqueron è Directeur Developpement Italie & Administrateur Quadran Italia chez Quadran International. Il proprietario della ITW Sano Mauro Forte S.r.l. è la Quadran Italia S.r.l.

Chi c’è dietro l’impianto eolico proposto dalla ITW?

Naturalmente la Quadran Italia S.r.l. con sede a Potenza in via del Gallitello, 89. La Quadran Italia è stata costituita il 14 marzo 2019, amministratore unico è Emmanuel Macqueron. Proprietario con quota maggioritaria è la Quadran International, tra i proprietari in quota minoritaria troviamo: Quirino Vassalli, ingegnere senior della Quadran International, già professionalmente collegato alla Alfa Wind S.r.l., alla Tecnimont e alla EWE European Wind Energy S.r.l. (tutte società a noi molto familiari); Rocco Daniele, pare sia un espropriato da Terna spa dei terreni di un parco eolico della Muro Lucano srl ; Les Pommettes, una società francese di attività di holding di cui Emmanuel Macqueron è l’amministratore.

Quadran International ha acquisito l’85% della società di sviluppo italiana SEI Engineering, ribattezzata Quadran Italia. Composto da 7 persone con esperienza, con sede a Potenza, l’ufficio di Quadran Italia sviluppa un portafoglio di progetti eolici e solari. L’obiettivo di Quadran Italia è raggiungere rapidamente una capacità installata di 250 MW attraverso acquisizioni, partnership e nuovi progetti di sviluppo. Il suo obiettivo è anche quello di creare un centro di competenza in Italia per tutte le attività di Quadran International, dallo sviluppo allo sfruttamento delle risorse rinnovabili. In cantiere la Società ha altri impianti, staremo a vedere.

Dov’è la Total in questa e in altre operazioni in Basilicata?

Quadran è una società francese operatore di centrali per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Fondata nel 2013 dalla fusione di JMB Énergie e Aérowatt, fa parte del gruppo Direct Energy dal 2017, che fa parte del gruppo Total dal 2018.

La società è stata creata nel 2013, quando JMB Energy acquista Aérowatt dopo tre anni di riconciliazione. Ha quindi una capacità di generazione di 300 MW in tutti i settori dell’elettricità rinnovabile. Nel dicembre 2016 acquista da Enel Italia le sue attività di fornitura di energia elettrica in Francia per il marchio Énergies Libres.

Nel 2019, Quadran acquista lo sviluppatore Vents d’Oc, con sede a Montpellier e una consociata della tedesca Windwärts Energies, che detiene un portafoglio di 200 MW nei progetti.

Dal 1° settembre 2019, Quadran verrà rinominata Total Quadran.  Ecco fatto. Quadran International, e quindi Quadran Italia con sede a Potenza, è Total.

Thierry Muller CEO di Total Quadran ha dichiarato: «L’integrazione di Quadran in Total apre nuove prospettive e faremo tutto il possibile per far sì che Total Quadran raggiunga gli ambiziosi obiettivi stabiliti dal Gruppo.» E siamo certi, faranno di tutto. Come hanno già fatto col petrolio, ancor prima di avviare la produzione. Disastri.

 La Regione Basilicata e le trattative su Tempa Rossa

Vogliamo credere che la Total non abbia messo, né metterà sul tavolo delle trattative anche gli impianti di energie rinnovabili come fumo negli occhi per l’impegno a investimenti in Basilicata oltre Tempa Rossa. Di pale eoliche ne abbiamo abbastanza e non abbiamo alcuna necessità di farci violentare ulteriormente il territorio. Di impianti fotovoltaici selvaggi che occupano intere pianure, prima dedicate ai campi di grano e di ortaggi, non sentiamo alcuna esigenza. Di quattro posti di lavoro intorno alle torri eoliche, per qualche mese, non ci accontentiamo.

E neanche vogliamo credere che nel circuito spesso oscuro delle giostre societarie e delle “amicizie facili” sul territorio, si sviluppi il solito giro d’affari infiltrato da faccendieri e personaggi dal dubbio profilo. Insomma, la Basilicata deve smetterla di soccombere alle multinazionali e di farsi succhiare la terra, il sole e il vento. Perché la storia, anche recente, ci insegna che fino ad oggi abbiamo scambiato la nostra vita (la terra, l’aria, l’acqua, la salute, l’ambiente) con una manciata di denaro. I risultati “parziali” della trattativa tra la Regione Basilicata e la Total sull’avvio di Tempa Rossa, non sembrano invertire la rotta. Qualche centesimo in più a barile, un po’ di gas gratuito ai residenti dei Comuni dell’area, qualche impegno sui controlli ambientali. Ci fidiamo ancora di chi ha già devastato quel territorio nel silenzio delle istituzioni.  Siamo alle solite. Adesso, piegatevi pure al nuovo business dei paroloni sull’energia rinnovabile. Abbiamo capito che di rinnovabile in Basilicata c’è solo il conto in banca dei faccendieri e delle multinazionali. A proposito anche Eni si accinge a investire nell’eolico in Italia, chissà in Basilicata.

Si ringrazia per la collaborazione Anna Maria Dubla (Associazione Ambiente e Legalità)