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Costretto a difendermi da solo in tribunale. E’ questa la giustizia?

Ci scrive un imprenditore lucano che racconta la sua storia di "malagiustizia"

Stimato Direttore, innanzi tutto mi presento: sono Antonio Leone, imprenditore lucano che opera nel settore Minerario; le scrivo per comunicarle la mia indignazione per il metodo in cui opera il sistema giudiziario della nostra regione.

Attraverso la sua redazione mi rivolgo soprattutto alle Istituzioni che avranno la possibilità di leggere queste mie parole, questo mio grido di disperazione, carico di speranza in una Giustizia equa e responsabile.

Sono una vittima di malagiustizia. La mia storia con l’ingiustizia della giustizia si protrae, ormai, da oltre dodici anni, ed è questo il motivo per il quale le scrivo una lettera aperta: voglio condividere con i suoi lettori il mio caso, ma, soprattutto, tentare attraverso una redazione giornalistica di riuscire a trovare un avvocato disposto a difendermi da chi mi ha radicalmente sconvolto la vita.

Lottare dodici anni, solo, contro un “sistema di malagiustizia”, non è stato facile e non sarà facile. La mia storia è davvero singolare. Tutto ebbe inizio dalla nomina del mio primo procuratore richiesto per una vicenda personale. Ho presentato una decine di querele contro il mio ex avvocato per infedele patrocinio e truffa… inutilmente! Tant’è, che nell’anno 2015 ho presentato presso gli organi preposti un esposto contro l’intero gruppo che ritengo essere responsabile di quanto mi è accaduto. Ho denunciato tutto al Ministero della Giustizia (senza esito); al Csm, il quale ha aperto due procedimenti (entrambi assurdamente archiviati); al Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Dopo circa due mesi dall’esposto ho presentato, presso la Procura di competenza, una querela contro un intero gruppo di persone. Anche’essa archiviata con mod. 44: notizia di reato commessa da persona ignota, nonostante fossero citati nomi e cognomi dei querelati…Assurdo!

La querela andava inserita nel fascicolo rubricandolo con mod. 21: notizia di reato commessa da persona nota, cioè identificata. Nel mio caso, la denuncia è stata rubricata a mod. 44 ed è stata archiviata come notizia di reato commessa da persona/e ignota/e. In questo modo le denuncia non è arrivata mai a dibattimento e non mandando avvisi di garanzia a nessuno dei denunciati non sono stati indagati o processati, e il gioco è fatto! Non rimarrà nessuna traccia…tutto è stato svolto contro ignoti!

Qual è stata la reazione per le mie molteplici azioni intraprese? A distanza di circa tre anni, il giorno 12 febbraio 2019, mi è stato notificato un atto di pignoramento di beni mobili e immobili (abitazione compresa), con seuqestro preventivo di beni mobili, valore stimato circa 80mila euro, per il recupero di una somma di circa 6 mila e 600 euro da parte del mio ex avvocato. Non riuscivo a credere ai miei occhi!

Che fare quindi? Sconcertato, il giorno 6 maggio 2019 ho presentato una querela nei confronti del mio ex legale per truffa, estorsione forzata e frode processuale. Il giorno 24 maggio 2019 ho presentato una integrazione di querela. Come da mie aspettative, il giorno 11 maggio 2019 il pm, con una rapidità inaudita ha richiesto l’archiviazione per motivi “di evidente bis in idem…”

Il giorno 8 luglio 2019 ho presentato opposizione alla richiesta di archiviazione per i seguenti motivi: incompatibilità del pm nella valutazione dei fatti denunciati, a seguito delle condotte volontarie contrarie ai doveri di imparzialità e indipendenza dei magistrati. Imperterrito ho continuato a denunciare l’illecito che subivo ai vari organi preposti: al Ministero della Giustizia; al Consiglio Superiore della Magistratura; al Capo dello Stato Sergio Mattarella, il quale con nota di risposta mi ha informato che la stessa è stata rimessa al Consiglio Superiore della Magistratura per le valutazioni di competenza. “Al Consiglio Superiore dovrà perciò rivolgersi, ove lo ritenga necessario, per conoscere l’esito della trattazione; al Procuratore regionale della Corte dei Conti; al Procuratore della Repubblica; all’Ordine degli Avvocati Provinciale ; al Consiglio Distrettuale di Disciplina Regionale di; al Consiglio Nazionale Forense di Roma”; ho inviato anche la comunicazione per Contestazione Professionale agli avvocati che si sono succeduti, che riveste anche l’efficacia di atto interruttivo di ogni prescrizione.

Tutte le azioni legali sono state valutate e prese dal sottoscritto in assenza di un avvocato in quanto tutti si sono rifiutati e si rifiutano tuttora di fornirmi assistenza legale. Questo è il motivo per il quale sono stato costretto a scrivere al suo giornale: spero vivamente che i suoi lettori possano condividere e capire le mie ragioni.

Cordiali saluti

Antonio Leone