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Eolico. Ancora un parco a Tolve. Il Comune leghista crocevia del business del vento nel Potentino

Un impianto da 30 MW, un altro pugno nell’occhio al territorio e ai suoi paesaggi agricoli

Si tratta della costruzione ed esercizio di un parco eolico composto da cinque aerogeneratori di potenza pari a 6 MW cadauno da realizzare in agro del Comune di Tolve (Pz) e relative opere di connessione che ricadono nel territorio del Comune di Vaglio Basilicata (Pz) dove l’impianto verrà connesso alla Stazione elettrica Terna esistente.

L’impianto eolico prevede l’utilizzo di un aerogeneratore tripala, sopravento, a velocità variabile e con controllo passo pala (pitch), ad asse orizzontale su torre tubolare in acciaio costituito da vari conci con sezione circolare decrescente. L’aerogeneratore avrà un’altezza al mozzo pari a 165 m e un diametro rotore pari a 155 m. Il parco eolico sarà collegato a mezzo cavidotto interrato della lunghezza di circa 6700 m ad una sotto stazione di raccolta interna, quest’ultima sarà collegata mediante elettrodotto allo stallo interno alla Stazione elettrica Terna di Vaglio Basilicata. Insomma un altro pugno nell’occhio al territorio ai suoi paesaggi, al sistema agricolo fiorente. Un impianto di cui i cittadini non avvertono alcuna necessità.

“Il fatto è che – afferma l’Associazione Antigone 2 di Oppido Lucano – riuscire a capire l’inizio del procedimento è stato difficoltoso per la mancanza nell’istruttoria, “istanze e relazioni”, di protocolli adeguatamente timbrati presso i competenti enti locali e la chiarezza dei termini di scadenza delle osservazioni sul sito regionale”.

Siamo andati a verificare e, in effetti, la faccenda si presenta piuttosto nebbiosa sotto il profilo della documentazione a disposizione dei cittadini. Sul sito non è dato sapere come e entro quali termini i cittadini o le loro associazioni possano presentare osservazioni al progetto. Nel frattempo la corrispondenza tra gli uffici e le integrazioni alla documentazione appaiono copiose fino alla data del 3 ottobre scorso.

L’istanza di Autorizzazione unica regionale è stata presentata dalla Daunia Energia S.r.l. il 17 aprile scorso in concomitanza con la richiesta di Autorizzazione paesaggistica.

La Daunia Energia S.r.l. e il resto

È una società foggiana costituita nel 2008 con 10mila euro di capitale sociale. Amministratore e proprietario è Ivano Melluso, già noto in Basilicata alla comunità del business eolico. La sua società, infatti, è titolare di autorizzazione per un parco eolico da 13 aerogeneratori per 39 MW di potenza complessiva, nei territori dei Comuni di Tolve e Vaglio, nel 2014. Nel corso dei procedimenti, alla Daunia S.r.l. subentra la Lucania Wind Energy S.r.l., una società anche questa nota in Basilicata con la stessa sede legale della Daunia S.r.l. di Ivano Melluso. La Lucania Wind Energy all’epoca era in mano a tedeschi e danesi con amministratore unico l’italiano Ivano Melluso. La Daunia S.r.l. tuttavia la ritroviamo in altri impianti eolici a Pietragalla-Cancellara a Tolve e Savoia di Lucania. La Lucania Wind Energy è stata acquisita nel 2018 dalla danese European Energy AS. Il nostro Ivano Melluso nel 2016 risulta anche amministratore unico di Elica Energia S.r.l. di Foggia. Niente di che, la solita giostra di società che appaiono e scompaiono repentinamente intorno allo stesso impianto, come nel caso dell’aerogeneratore di 1 MW a Vaglio, poi diventato di 999 KW. Ma chi è Ivano Melluso? Lo dice egli stesso sul sito coobiz: un procacciatore d’affari.

Tra i progettisti e redattore di relazioni paesaggistiche della Daunia S.r.l. troviamo Alfonso Tortora, laurea in scienze forestali, originario di Eboli con un indirizzo a Tito, incarichi dall’Unibas e dalla Regione Basilicata negli anni scorsi. Già progettista della Skypower, l’associazione professionale rappresentata da Carmen Galgano.

Carmen Galgano, attuale consigliera comunale di Potenza, già amministratore unico della Green Solution S.r.l., è stata tirata in ballo nell’inchiesta della Procura di Caltanissetta sul presunto associato al clan Rinzivillo della mafia gelese, Santo Valenti.  Tra i beni sequestrati all’imprenditore di Gela ci sono anche un terreno con impianto eolico e un fabbricato adibito ad impianto eolico a Potenza (località Montocchio) e un terreno con impianto eolico ad Avigliano (località Serra Ventaruli).

Carmen Galgano ha dichiarato che negli anni scorsi ha venduto ai coniugi Valenti i progetti eolici sviluppati dall’associazione di professionisti SkyPower di cui è amministratrice.

Il parco eolico dalla documentazione ambigua

Torniamo al progetto da 30 MW a Tolve e Vaglio della Daunia Energia S.r.l. L’Associazione Antigone 2 di Oppido Lucano, ritenendo che i cittadini siano allo stato attuale male informati sulle procedure autorizzative, ha tutte le ragioni per chiedere alle autorità regionali competenti che: le nostre osservazioni in merito agli impianti in progetto, vengano opportunamente valutate;  tutti gli attori preposti alla verifica, analizzino quanto da noi rilevato in merito alle incongruenze del progetto definitivo presentato dalla Daunia Energia Srl; si faccia un’attenta e scrupolosa analisi delle eventuali violazioni di legge Statali, Regionali e Comunitarie in materia urbanistica e in materia di erogazione di finanziamenti pubblici visto che,  tali  interventi, vengono “incentivati e finanziati” dallo Stato Italiano e dalla Comunità Europea; si tuteli il territorio Lucano da quest’aggressione selvaggia che nulla ha di pubblica utilità”.

I precedenti

I cittadini organizzati nell’Associazione sono “sul chi va là” anche perché nel passato recente si sono verificate situazioni che hanno suscitato molti dubbi sulla correttezza delle procedure di rilascio delle autorizzazioni e sulla correttezza dei comportamenti amministrativi dei singoli Comuni. Alcune di queste “ambiguità” riguardano i rapporti tra il Comune di Tolve, Terna spa, le società veicolo e esecutrici di impianti eolici e opere connesse già terminati o in corso di realizzazione. Al centro di queste vicende il sindaco di Tolve, nonché senatore della Lega e vice presidente della Commissione parlamentare antimafia, Pasquale Pepe, il quale deve ancora rispondere alle nostre domande. È lo stesso sindaco che nell’udienza del 20 febbraio al Tar in un procedimento contro Terna S.p.A. chiede la cancellazione della causa a ruolo per non perdere i soldi ricevuti da Terna a titolo di compensazione per il proprio Comune.