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Fca, a Melfi nuovi stop alla produzione. Sindacati preoccupati

Fim Cisl e Fiom Cgil chiedono chiarezza all'azienda e avvio degli investimenti

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“Le nuove fermate produttive comunicate da Fca indicano un serio rallentamento della domanda e questo significa per i lavoratori altro salario perso. Purtroppo, paghiamo le conseguenze delle troppe incertezze legate ai dazi e della mancanza di una politica industriale da parte del governo nazionale”. Così Gerardo Evangelista, segretario generale della Fim Cisl Basilicata, all’annuncio che  i turni di blocco della produzione di “Jeep Renegade” e “500X” nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fca sono passati da 42 e 50 e comporteranno una “riduzione di circa 21.500 vetture”.

“La situazione in Fca-prosegue Evangelista- è di interesse nazionale perché se rallenta la filiera dell’automotive – avverte il sindacalista – a cascata si ferma l’intero sistema produttivo del paese. Dal governo vogliamo parole chiare e una strategia di lungo periodo sulla transizione ecologica, sugli investimenti per l’innovazione tecnologica e sul Mezzogiorno. Senza il Sud non ci sarà mai una ripresa sostanziale dell’Italia, per questo servono interventi veloci e mirati, a partire dalle infrastrutture. In questo momento – aggiunge Evangelista – il paese non può permettersi di non avere idee chiare sul futuro della più importante industria nazionale e sul rilancio del Mezzogiorno”.

Fca faccia chiarezza sul suo impegno nel settore in Italia” è invece la richiesta della Fiom Cgil per l’aggiunta di ulteriori otto turni di fermata che si sommano ai quarantadue già previsti.  Si tratta -dice il sindacato -della terza modifica peggiorativa che il calendario subisce per il mese di ottobre confermando il crollo pesantissimo delle richieste che i due modelli prodotti nello stabilimento lucano stanno subendo.

 Tutto ciò si ripercuote sui lavoratori riducendo i loro salari e peggiorando le loro condizioni. È necessario che gli investimenti avviati si concretizzino al più presto per consentire la piena occupazione nello stabilimento lucano. È divenuto ormai improcrastinabile un impegno da parte del governo affinché il tema dell’auto in Italia diventi realmente centrale nella programmazione politica, al fine di garantire le decine di migliaia di lavoratori legati al settore in Italia.
Vanno potenziati gli investimenti in ricerca e innovazione -conclude la Fiom Cgil-per affrontare il processo della transizione energetica, processo ormai irreversibile, ed è necessario che FCA chiarisca quale sarà il suo posizionamento reale nel settore automotive in Italia”.



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