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Fisascat e Uiltucs: “Sbloccare stabilizzazione precari”

Sono 120 i lavoratori che si occupano di consulenza e assistenza tecnica per la Regione Basilicata

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Sbloccare la stabilizzazione dei precari che possono beneficiare del decreto Madia. A chiederlo sono Emanuela Sardone della Fisascat e Donato Rosa della Uiltucs. I due sindacalisti fanno riferimento ai circa 120 lavoratori attualmente impiegati a tempo indeterminato dalla RTI avente come capofila la Consedin (società che si occupa di consulenza e assistenza tecnica per la Regione Basilicata) e che in precedenza avevano lavorato alle dirette dipendenze della Regione come precari.

“Si tratta di persone laureate – spiegano Sardone e Rosa – che, oltre ad aver maturato una ormai non breve esperienza professionale, provengono da vari percorsi di selezione pubblica: ciò significa che possono esercitare il diritto alla stabilizzazione in base al decreto Madia. Purtroppo – continuano i sindacalisti della Fisascat e della Uiltucs – tale diritto resta sulla carta in mancanza dell’analisi dei fabbisogni da parte della Regione e soprattutto delle verifiche annuali che al momento non risultano esser state ancora effettuate, passaggio necessario a quantificare il numero di possibili stabilizzazioni”.

“Nella regione che, insieme a Calabria e Sicilia, detiene nell’Unione europea il poco invidiabile primato negativo per numero di laureati occupati – continuano Sardone e Rosa – diventa un fatto di credibilità della politica avviare la stabilizzazione di chi possiede i requisiti previsti dalla normativa vigente. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto la convocazione di un tavolo per il prossimo 21 ottobre che dovrà anche affrontare e risolvere i problemi legati al regolamento interno della Consedin in materia di flessibilità oraria.

Abbiamo intrapreso questa battaglia nell’ottobre del 2017 e continueremo a batterci per la dignità di questi lavoratori dalle elevate competenze e capacità professionali; risorse umane che qualche illuminato riformatore pensò bene di ‘esternalizzare’ in regime di appalto quinquennale, arrivando addirittura a proporre di assumerli con contratto di lavoro individuale a tempo determinato per un anno prorogabile e con inquadramento non conforme alle mansioni da loro svolte, operazione che riuscimmo a sventare”. Intanto, prosegue il confronto sul contratto di secondo livello: “Ci stiamo lavorando – concludono i sindacalisti di Fisascat e Uiltucs – e contiamo di arrivare in tempi ragionevoli alla definizione di un accordo su premio di risultato, parità di genere e banca ore solidali”.


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