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Leonardo Sinisgalli, dopo 70 anni ripubblicato il Furor Mathematicus foto

È una raccolta di pensieri, dialoghi, apologhi legati alla matematica, alla fisica, alla geometria, all'architettura, alla pittura, all'artigianato del poeta ingenere lucano

Alcuni dei principali studiosi di Sinisgalli, provenienti da ambiti sia umanistici che scientifici e da diversi Atenei italiani ed europei, sono stati chiamati a raccolta nei giorni scorsi a Potenza dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli e dall’Università della Basilicata per celebrare la ripubblicazione, dopo 70 anni, dell’opera più intimamente sinisgalliana: il Furor Mathematicus.

Questa grande operazione culturale- fa sapere la Fondazione Leonardo Sinisgalli- è stata resa possibile grazie al contributo di diversi soggetti, molti dei quali presenti all’incontro ospitato nell’Aula Magna dell’Unibas: l’erede testamentaria di Sinsigalli, la dott.ssa Ana Maria Lutescu, più volte ringraziata, l’editore Mondadori che ha riportato il volume in libreria lo scorso 8 ottobre fra gli Oscar Baobab Moderni, il curatore Gian Italo Bischi, la Bcc Basilicata che ha sostenuto l’acquisto dei diritti editoriali, e la Fondazione Leonardo Sinisgalli con tutti i suoi soci fondatori e sostenitori (Regione Basilicata, Provincia di Potenza, Comune di Montemurro, Università degli Studi della Basilicata, Parco Nazionale dell’Appennino Lucano).

Un vero e proprio “atto d’amore” -spiega la Fondazione- verso la cultura e verso questo intellettuale “bicefalo”, come ha sottolineato il Direttore della Fondazione Sinisgalli, Biagio Russo, in apertura di un incontro molto denso, diviso in quattro momenti: il saluto delle Istituzioni presenti – la Rettrice Aurelia Sole, il Presidente della Provincia Rocco Guarino, il sindaco di Montemurro, Senatro Di Leo, il Presidente della Fondazione, Mario Di Sanzo; la lettura di alcuni estratti dal Furor mathematicus da parte dell’attrice Nicole Millo; gli interventi degli accademici presenti, coordinati dalla prof.ssa Maria Rosaria Enea, docente dell’Università della Basilicata, da lei rappresentata all’interno del Cda della Fondazione Sinisgalli.

Momento emozionante è stato il dono alla Fondazione, di alcune lettere manoscritte di Vito Sinisgalli al figlio Leonardo, da parte del noto poeta, saggista e traduttore romeno Dinu Flamand, che sta traducendo in rumeno la poesia sinisgalliana, vissuta intimamente come un richiamo alle proprie origini.

Oltre a raccontare il proprio rapporto con la poesia di Sinisgalli, Dinu Flamand ha declamato sia poesie del poeta-ingegnere che le proprie.

Il senso del “Furor Mathematicus”, racchiuso nel suo titolo apparentemente ossimorico, è stato reso attraverso i contributi “politecnici” dei convenuti: dal rapporto fra poesia e matematica (Claudio Bartocci, Università di Genova), alle questioni etiche che la civiltà delle macchine e l’intelligenza artificiale pongono alla contemporaneità (Fabrizio Caccavale, Università di Basilicata); dalla matematica come chiave di lettura per interpretare l’universo (Decio Cocolicchio, Università di Basilicata), al ruolo del linguaggio nell’alterazione della realtà (Luigi Tassoni, Università degli studi di Pécs); dal furore che arde nei matematici (Onofrio Mario Di Vincenzo, Università di Basilicata), al furore dell’Orlando Furioso e di Leonardo Da Vinci (Maria Teresa Imbriani, Università di Basilicata), fino al furore come superamento degli specialismi e della frantumazione del sapere e recupero dell’Umanesimo (Franco Vitelli, Università di Bari).

Le conclusioni sono state affidate a Gian Italo Bischi dell’Università di Urbino, curatore del Furor mathematicus, che ha raccontato il suo colpo di fulmine con l’opera – non l’edizione del ’44 o del ’67, ma quella del ’50, quella che stava più a cuore a Sinisgalli, scritta in un momento storico di grande trasformazione per l’Europa e il mondo interno – trasfuso nell’introduzione al testo, anch’essa piena di furore.