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Operazione anti caporalato, Flai Cgil: “Bene arresti, ma servono maggiori sforzi dalle istituzioni”

Il segretario Esposito sull'inchiesta della Procura di Potenza

Ben vengano le azioni di intervento delle forze dell’ordine ma per ripristinare la legalità e prevenire il fenomeno del caporalato è necessario che le istituzioni facciano la loro parte”. È quanto afferma il segretario generale Flai Cgil Basilicata, Vincenzo Esposito, sugli arresti nel Vulture Melfese.

Episodi come questo rendono ancora più necessario uno sforzo da parte della Regione Basilicata al rispetto dell’Accordo quadro attuativo del protocollo sperimentale nazionale per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura del 2017 che prevede la realizzazione all’interno del centro di accoglienza di Palazzo San Gervasio del poliambulatorio, della mensa, dei servizi igienici, dello sportello del centro per l’impiego e del servizio navetta per il trasporto dei braccianti dal centro di accoglienza ai campi grazie alle risorse messe a disposizione dai sindacati e dalle organizzazioni di categoria. Tutti servizi che vanno assolutamente migliorati oltre alla improrogabile necessità di espletare il bando per la gestione del centro di accoglienza nei giusti tempi.

Come Flai Cgil – continua Esposito – siamo impegnati sul campo con il sindacato di strada. Anche quest’anno siamo stati nelle campagne del Vulture Melfese dove abbiamo riscontrato la presenza di baracche di fortuna nell’attesa che il centro riaprisse. Il nostro compito, tramite mediatori linguistici e culturali e avvocati volontari, è di avvicinare i migranti e spiegare i loro diritti previsti dai contratti. Ma serve uno sforzo delle istituzioni per sconfiggere la piaga del caporalato in Basilicata”.