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Petrolio, da domani Eni estrarrà in Basilicata senza compensazioni ambientali

L'assessore regionale all'Ambiente: "Pronti ad ogni iniziativa affinchè Eni rispetti la Basilicata"

Il tanto atteso 26 ottobre, in Basilicata, è arrivato. Entro oggi si sarebbe dovuto firmare l’accordo per il rinnovo della concessione Eni in Val d’Agri. Il rinnovo non c’è stato e questo se non implica nulla per la compagnia petrolifera, altrettanto non può dirsi per il territorio. Da domani, 27 ottobre, infatti, il Cane a sei zampe potrà tranquillamente continuare ad estrarre senza però dover versare alla Regione le compensazioni ambientali.

E questo grazie ad un ‘regalino’ legislativo del Governo Monti -spiega l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa, che in una nota stampa diramata nel pomeriggio esprime il suo disappunto per l’atteggiamento della compagnia petrolifera.  

Eni -dice l’assessore- con la sua attività continuerà ad intaccare il nostro ‘Ambiente’, continuerà ad utilizzare il nostro ‘Territorio’ ma non verserà più alla Regione alcuna forma di compensazione ambientale”. La Regione Basilicata nei giorni scorsi aveva interrotto i tavoli con la compagnia proprio per un disaccordo sulle compensazioni ambientali laddove la compagnia petrolifera, aveva posto sul tavolo l’impossibilità di firmare gli accordi in assenza di rinnovo formale della concessione da parte del Ministero. Una scusa-secondo l’assessore all’Ambiente per cui in realtà “non esiste alcun ostacolo per condividere insieme alla Regione qualsiasi forma di compensazione; nulla impedisce di addivenire ad un accordo-ripete convinto Rosa. È un alibi che non regge: le compensazioni ambientali sono legate all’inquinamento e all’uso del territorio dell’impianto ed è evidente che continuando ad estrarre le condizioni continuano a sussistere tutte. Pensare di ‘incassare’ i proventi del petrolio perché nei fatti beneficiano di una proroga automatica e al contempo, non assolvere ad un loro dovere, nascondendosi dietro l’attesa del rinnovo, è offensivo verso la nostra terra e verso la nostra intelligenza”.

Vent’anni di rapporti travagliati con la comunità lucana, con danni evidenti, non hanno insegnato nulla all’Eni. Non è elemosina quella che chiediamo -ribadisce l’esponente della Giunta Bardi-ma il rispetto di un diritto dei cittadini a fronte di un sacrificio cui siamo costretti. Benefici che devono essere usati per creare quello sviluppo che in questi anni non è mai arrivato. È rispetto del territorio e dell’ambiente. Quel rispetto che non è stato preteso in passato, permettendo ad Eni di pensare che, in Basilicata, possa fare ancora la voce grossa. In Basilicata il vento è cambiato, i cittadini hanno scelto altro e noi non consentiremo ai petrolieri di sottrarsi dal fare il loro dovere.”

Il nostro appello -conclude l’assessore- è a tutti i lucani, alla coscienza civica di tutti noi, ognuno per il proprio ruolo, dagli attori istituzionali agli esponenti dei corpi sociali, ai cittadini, tutti uniti, per intraprendere ogni azione possibile finalizzata ad ottenere quel rispetto che ci devono la società Eni ed i suoi rappresentati”, conclude Rosa. 

Al danno la beffa dunque. Eni continua a dettar legge in Basilicata dopo aver inquinato e dopo essere finita a processo per disastro ambientale.