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Quale New Green Deal per la Basilicata e per il Sud? foto

In occasione delle celebrazioni ufficiali ad Assisi, per San Francesco, il richiamo al nuovo Vangelo ambientale del Santo e all’Enciclica “Laudato Sì” di Papa Francesco sono stati d’obbligo

 

Il Presidente Conte ha richiamato il programma del “New Green Deal”, ha parlato di conversione laica per costruire “un ambiente sostenibile e umano”. Certo, fa sempre effetto ricordare le parole magiche di Roosevelt, peraltro, lui era un ambientalista convinto, impiegò migliaia di persone per la protezione delle aree boschive e forestali, nel Tennessee bonificò e rese fertile la terra, ma quanto valgono le parole del Presidente Conte per la Basilicata?

Ha richiamato la sismicità dell’Umbria, di un programma che tenga le Comunità unite ai propri territori, ma il terremoto del 1857 in Val D’Agri, quello dell’80, in Basilicata non meritano la stessa attenzione? Evidentemente no, visto che in una terra così fragile si continua ad estrarre e, come se non avessimo imparato la lezione, ora, altre decine di istanze di eolico e fotovoltaico, su terre produttive, mettono in ginocchio chi vuole vivere di agricoltura.

Da sempre il desiderio della terra ha portato a lotte contadine, purtroppo, adesso, tanta terra produttiva è finita, per eredità, in mano a chi vive di altri redditi, o nella disponibilità di investitori senza scrupoli, questi signori la vogliono solo guardare, mentre produce soldi senza fatica, la prostituiscono senza problemi al miglior offerente di energie rinnovabili e tutto ciò con la complicità di una strategia energetica scellerata che non bilancia gli interessi dei vari settori. Forse, è necessaria una nuova Riforma fondiaria? Forse, gli ereditieri e gli speculatori dovrebbero insegnare ai figli il valore del lavoro, piuttosto che regalar loro soldi facili?

Petrolio estratto a tutti i costi, ulteriori e pesanti istanze di impianti eolici e fotovoltaici in corso al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Basilicata, obbligano il Governo a stabilire, una volta per tutte, che le rinnovabili siano ammesse solo sui terreni marginali, sulle aree dismesse, sui capannoni abbandonati e sui tetti degli edifici. L’Atlante del vento rivela che Eolo non soffia solo a Sud, i Francescani piantano alberi per tutelare la “Terra e i suoi abitanti” e noi croci e bare a cielo aperto.  A Potenza, già assediata da un eolico sconsiderato e da cemento ingiustificato, tante contrade rischiano un nuovo assalto, cosa intende fare il Sindaco Guarente che si è sempre dichiarato paladino della difesa del territorio? E il Sindaco Senatore che ha sempre sostenuto di aver subito l’assalto al suo territorio, come intende muoversi di fronte ai nuovi progetti in corso su Tolve?

Il New Deal americano non ha niente a che fare con la distruzione che si sta perpetrando in Basilicata e nel Sud, negli Stati Uniti la terra si recuperava, qui la stanno distruggendo, come ben dicono i dati ISPRA. Il Presidente Conte ci dica cosa intende veramente per “New Green Deal”, per “Ambiente sostenibile umano”, promuova la democrazia energetica, l’autoproduzione, non finanzi più imprese fantasma e, soprattutto, ci informi quale destino il Governo ha riservato alla Basilicata. Noi avevamo e abbiamo altre ricchezze.

 

Porzia Fidanza – Associazione Antigone