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Sanità. Perché il direttore generale dell’Aor San Carlo è ancora su quella poltrona?

A babbo morto. Massimo Barresi è anche un cattivo pagatore. I fornitori devono aspettare mediamente 105 giorni per vedersi saldare le fatture. Il limite di legge è a 60 giorni

A babbo morto. Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Carlo è anche un cattivo pagatore. I fornitori devono aspettare mediamente 105 giorni per vedersi saldare le fatture. Il limite di legge è a 60 giorni.

In data 24 settembre la Regione Basilicata fa notare ai direttori generali delle aziende Asp, Asm, Crob e San Carlo che per il secondo trimestre 2019 non sono stati rispettati, a parte il Crob, gli indicatori di tempestività nei pagamenti stabiliti dalla normativa.

“In particolare – scrive il dirigente generale del Dipartimento Sanità della Regione – per l’Aor San Carlo si rileva un netto peggioramento dell’indicatore che da +25,21 giorni passa a + 45,46 non giustificato”

L’indice di tempestività dei pagamenti rappresenta i giorni di ritardo o di anticipo nel pagamento delle fatture, che per legge deve avvenire entro 60 giorni. Quindi +45 nel caso del San Carlo significa che le fatture anziché entro i 60 giorni vengono pagate in 105 giorni. Nel caso del Crob, – 3 significa che l’azienda paga a 57 giorni, ossia l’indice è allineato alla normativa. Qui  la nota della della regione

L’indicatore di tempestività rappresenta un obiettivo definito dal ministero per assegnare le premialità (risorse economiche aggiuntive) alle Regioni ed è anche un obiettivo dei direttori generali.  A parte il Crob, nessuna delle aziende è in linea con l’indicatore ministeriale. Si rischia dunque di perdere quelle risorse aggiuntive.

Eppure, “la Regione – dice il direttore generale Ernesto Esposito – trasferisce le risorse nei tempi previsti, e dalla verifica degli atti contabili aziendali non sussistono difficoltà di carattere finanziario.” A conclusione della nota, la Regione chiede alle Aziende di conoscere, entro il 26 settembre, le motivazioni dei ritardi nei pagamenti e il dettaglio delle misure attivate per il superamento della criticità.

Come ha risposto il direttore dell’Aor San Carlo? Pare che abbia risposto ieri lunedì 30 settembre scrivendo che la situazione migliorerà in futuro sensibilmente. E che metterà alcuni dipendenti a lavorare solo su questa criticità! Un vero stratega, un formidabile astrologo.

Continuiamo a chiederci: che cosa ci fa ancora il quel posto Massimo Barresi? A parte le performance da dirigente dimostrate fino ad oggi, ricordiamo che Barresi è stato nominato dalla Giunta Pittella-Franconi in odore di illegittimità. L’Avvocatura di Stato per un caso analogo, su richiesta della Regione Calabria, ha espressamente chiarito: “Si ritiene che il potere degli organi elettivi e di governo regionali in regime di prorogatio siano limitati all’ordinaria amministrazione ed è quindi escluso che gli stessi possano assumere in tali circostanze provvedimenti di rilevante significato politico. Per cui secondo la giurisprudenza amministrativa la nomina dei soggetti preposti ai più alti livelli di responsabilità degli organismi regionali, quali devono essere considerati i Direttori Generali delle Aziende sanitarie, non rientra tra gli atti di ordinaria amministrazione”. Il parere dell’Avvocatura poi spiega anche la procedura per assicurare la continuità funzionale delle Aziende in caso di scadenza del mandato del direttore generale.

E dunque perché l’attuale maggioranza di Centro destra continua a tenersi Massimo Barresi su quella sedia? Ricordiamo che in campagna elettorale e nelle prime settimane dopo l’insediamento questa maggioranza a trazione leghista ha fatto fuoco e fiamme sulla sanità: legalità, trasparenza, meritocrazia.  Durante la campagna elettorale, per l’assessore Rocco Leone, la nomina di Barresi era illegittima. E adesso? Oggi i fatti smentiscono le parole.