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Basilicata magica. Il primario si classifica primo in graduatoria ma assumono il secondo

Ospedale San Carlo di Potenza. Dal licenziamento degli infermieri alla nomina del direttore della Chirurgia generale e d’urgenza. Massimo Barresi è un ottimo prestigiatore

Il mago Otelma sarebbe un dilettante di fronte al direttore generale del San Carlo. Massimo Barresi risolve i problemi con una magica creatività, una forza dell’immaginazione che supera le criticità creandone di peggiori. È ciò che pensano molti operatori dell’ospedale che ormai quasi ogni giorno ci scrivono o ci telefonano.

Licenziamenti necessari?

A parte le motivazioni ufficiali e le sollevazioni formali da parte dei sindacati, nella vicenda delle lettere di licenziamento a decine tra infermieri, Oss, tecnici di laboratorio, potrebbe esserci una motivazione ben più semplice. Il San Carlo naviga in cattive acque. Da quando Massimo Barresi è direttore generale – ci dicono alcune fonti interne – l’Azienda perde milioni di euro. I più “maligni” danno anche i numeri. Sarebbero letteralmente crollate le prestazioni tanto che i conti dell’ospedale avrebbero registrato al momento del suo arrivo quasi più 8 milioni e registrerebbero oggi meno 9 milioni.

Dunque il nostro direttore “non avendo più soldi da spendere, messo alle strette, sbatte fuori i più deboli”. Questa è la motivazione delle malelingue interne all’ospedale. Si tratta, precisiamo, dei soliti detrattori di Barresi.  L’articolo 57 del Contratto Collettivo di Lavoro del comparto sanitario stabilisce (…) Per il personale sanitario, il relativo limite di durata massima dei contratti a tempo determinato, ivi compresi gli eventuali rinnovi, dovrà essere individuato dalla singola Azienda o Ente in considerazione della necessità di garantire la costante erogazione dei servizi sanitari e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza e in conformità alle linee di indirizzo emanate dalle regioni. Comunque, anche per tale personale, la deroga alla durata massima non può superare i dodici mesi.

Appare dunque chiaro che esiste un problema di risorse che, a parte gli adempimenti della Regione, nell’immediato l’ospedale non è in grado di garantire. Quella deroga o proroga richiede risorse che oggi non ci sono. Tutta questa storia sarà mica per evitare la “decapitazione” del vertice aziendale per causa del mancato pareggio di bilancio? Come dire, per salvarsi il sedere lor signori sono disposti a tutto. E la Regione Basilicata che fa? Collabora?

Ecco cosa ci scrivono testualmente alcuni operatori del San Carlo

Siamo un gruppo di infermieri e O.s.s. che lavorano all’A.o.r. del San Carlo di Potenza in Basilicata. La situazione è davvero difficile. Noi lavoriamo in questa azienda da 4/5 anni con contratto a tempo determinato con continui rinnovi e senza mai interruzioni. La percentuale della figura precaria ricopre l’80% del fabbisogno del personale per poter garantire i livelli essenziali di assistenza. 

Noi precari abbiamo avuto l’ennesimo rinnovo a luglio 2019 con data di scadenza al 31 dicembre 2019. Il nostro nuovo direttore ha deciso di eliminare definitivamente la figura del precariato, mandando, così, l’azienda sull’orlo del collasso. Molti reparti specialistici, decantati per la loro eccellenza, dovranno chiudere per carenza di personale. Il personale titolare rimanente non riesce a coprire i turni, e pur volendo fare straordinari per sopperire alla carenza di organico, mancano i fondi per retribuire le ore in più.

È stato stilato il bilancio economico dell’azienda, in cui si evince che, l’azienda non ha più fondi.  Dove sono finiti questi soldi? Come si garantisce l’assistenza, anche solo di base, alle persone? Vi chiediamo di intervenire e fare luce su una storia che ha dell’incredibile.

Nella loro ingenuità, semplicità o superficialità esprimono un malessere e sono senza dubbio la parte più debole della catena problematica.

Intanto i medici fuggono. Sempre i soliti detrattori parlano di un altro addio alla Neonatologia potentina da parte di un medico che starebbe per trasferirsi armi a bagagli in quel di Foggia. Quel medico è di Potenza e deve aver perso la pazienza, chissà per quali ragioni, decidendo di allontanarsi da casa propria. Sempre le solite male lingue invidiose di Barresi, raccontano degli anestesisti appena assunti e confinati nei piccoli ospedali di paese i quali sarebbero definitivamente emigrati dalla Basilicata. Sarà? Siamo qui pronti ad ospitare le repliche del direttore generale.

L’avviso pubblico per direttore della Chirurgia generale e d’urgenza.

Il 30 aprile 2019 è indetto l’avviso pubblico per il conferimento dell’incarico quinquennale. Il 5 agosto 2019 c’è il sorteggio per la composizione della Commissione di valutazione. Nel novembre 2019 la Commissione seleziona una terna tra i 12 candidati ammessi. Il punteggio attribuito a ciascuno dei tre è il seguente:

Crafa Francesco Maria 56,600; Giuliani Antonio 50,450; Longinotti Ernesto 50,017. Ci saremmo dunque aspettati la nomina del primo classificato. Macché. Massimo Barresi nomina il secondo classificato, proveniente dallo stesso ospedale in cui lui ha lavorato: il Cardarelli di Napoli. E lo può fare. Perché c’è il decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 noto anche come decreto Balduzzi che glielo consentirebbe. Usiamo il condizionale poiché quel decreto è nato per arginare il nepotismo negli incarichi e nelle nomine. Il decreto stabilisce che “Per i primari (dirigenti, medici e sanitari di strutture complesse) viene istituita una procedura selettiva affidata a primari della stessa disciplina, ma non della stessa Asl, sorteggiati a livello nazionale. Il direttore generale dovrà scegliere il primario necessariamente entro la rosa dei primi tre candidati, motivandone la scelta”.

E come, Barresi, motiva la scelta? “preso atto dei processi verbali relativi all’avviso in oggetto, trasmessi a questa Direzione con nota prot. n. 45982 del 19/11/2019, valutata la completa aderenza al profilo professionale soggettivo previsto dal bando e, nello specifico per le conoscenze scientifiche comprendenti l’utilizzo di diverse metodiche chirurgiche, con particolare riferimento a quella innovativa di chirurgia robotica, così come riportato nei suddetti citati processi verbali, si conferisce l’incarico al Dott. Antonio Giuliani”. 

Sembrerebbe una motivazione scientifica. E quindi un direttore generale che ha grandi competenze amministrative e di gestione delle risorse umane, laureato in scienze politiche alla buon’ora, diplomato all’istituto alberghiero ci sorprende ancora una volta per le sue qualità nascoste e represse dal pregiudizio dei detrattori. Barresi è anche un esperto di scienza medica, un luminare della chirurgia in grado di confutare le valutazioni di una commissione di primari. In sostanza Massimo Barresi dice: è vero che il dottor Francesco Crafa è, secondo i criteri di selezione della Commissione, il migliore, ma non lo è per me. Applausi. È così che ci si fa rispettare. Il decreto Balduzzi quando parla di motivazione si riferisce a una motivazione fondata non apparente, inequivocabile, non certo discrezionale ma razionale.  Non ci risulta che nell’avviso si faccia riferimento a specifiche metodiche di chirurgia robotica. Ad ogni modo, contento Barresi scontenti noi.  A proposito non è per niente male il chirurgo escluso

Per chi volesse approfondire qui il verbale della Commissione  e qui la motivazione di Barresi