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Cassa integrazione, nel 2019 in Basilicata +113% di ore

I dati della Uil: "Ammortizzatori quasi completamente concentrati in provincia di Potenza"

Le ore di cig concesse in Basilicata nel 2019 sono destinate a sfondare il “muro” dei 10 milioni. Nei primi dieci mesi (gennaio-ottobre) sono già complessivamente 9,2 milioni (di cui 7,8 milioni per la cig straordinaria e 1,3 milioni per l’ordinaria) con un incremento rispetto ai primi dieci mesi 2018 di più 113,6%. A riferirlo è la Uil di Basilicata sulla base del decimo Rapporto sulla cassa integrazione del Servizio Politiche Attive e Passive del Lavoro (elaborazione Uil su fonte Inps). Gli ammortizzatori sociali sono quasi completamente concentrati in provincia di Potenza (8,4 milioni di ore con più 140,4%) rispetto alla provincia di Matera (740 mila ore, meno 20,4%) e hanno consentito la salvaguardia di 5413 posti di lavoro (4620 per la straordinaria e 791 per la ordinaria) con più 2878 operai nel raffronto con i primi dieci mesi 2018.

A distanza di due mesi dalla fine dell’anno, la cassa integrazione continua dunque a salire. I dati, purtroppo, mostrano una crescita molto forte della cassa integrazione straordinaria che assorbe il 60,6% del totale e ciò deriva da una situazione di perdurante sofferenza di una parte del nostro tessuto produttivo. L’aumento delle ore di cassa integrazione ordinaria però, testimonia che negli scorsi mesi anche nuove aziende sono entrate in difficoltà. Se, in valore assoluto, è nel Nord che si ha la più alta concentrazione di ore autorizzate (98,4 milioni), è nel Mezzogiorno che si ha l’incremento maggiore rispetto allo stesso periodo del 2018 (+44,6%). In 14 Regioni e nella Provincia Autonoma di Bolzano si registra un aumento di ore autorizzate, con il picco più alto in Molise (+180,9%) e subito dopo la Basilicata.

Poiché la situazione di crisi che stanno vivendo molte aziende è anche figlia di una perdurante assenza di politiche di sviluppo e di competitività – sottolinea la Uil – la prima e principale azione da intraprendere è quella di rilanciare il Paese con una politica industriale che guardi al lungo periodo. E’ necessario, inoltre, lavorare con la massima celerità, al fine di dare una soluzione in positivo alle molteplici vertenze aperte, nonché apportare correttivi che migliorino gli interventi a sostegno del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno bisogno di sicurezza e di risposte nell’immediato. Per tutte queste ragioni, sia per la manovra in corso di approvazione sia in vista del prossimo Def, Cgil, Cisl, Uil hanno indetto una settimana di mobilitazione con iniziative nei territori e tre manifestazioni/assemblee nazionali aperte, che si svolgeranno a Roma.

La prima è fissata al 10 dicembre dedicata alle questioni del mezzogiorno, dell’industria, dei servizi e di uno sviluppo ambientalmente sostenibile, contro i licenziamenti, a sostegno dell’occupazione e delle vertenze aperte, per l’estensione degli ammortizzatori sociali, per la riforma degli appalti e dello “sblocca cantieri. Le tre manifestazioni/assemblee vedranno protagonisti le delegate e i delegati dei lavoratori che al governo e alle imprese porranno i problemi delle rispettive imprese e da quelli i temi e le proposte avanzate nella piattaforma unitaria e discusse nelle assemblee dei lavoratori. Una modalità che vuole essere anche una strada per rendere protagonisti i lavoratori, i loro problemi, la loro capacità di proposta.