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Chi getta fango sull’ospedale San Carlo?

Soltanto chi ha responsabilità politiche, amministrative e di direzione in quell’azienda può danneggiare la reputazione dell’ospedale, non altri

Qualcuno comincia a preoccuparsi. La continua pubblicazione di articoli e inchieste sui giornali ha ripercussioni negative sull’immagine e sulla reputazione dell’ospedale San Carlo di Potenza. È vero. Il rischio che un’inchiesta che riguarda un reparto abbia ripercussioni su tutti i reparti, è reale. Il rischio che un’inchiesta su un primario abbia ripercussioni su tutti i dirigenti, è reale. Il rischio che articoli e inchieste sul vertice aziendale abbiano effetti negativi su tutta l’azienda è reale. Noi siamo i primi ad esserne preoccupati.

E lo siamo perché nonostante gli articoli e le inchieste, i responsabili e protagonisti dei fatti denunciati continuano imperterriti nella loro opera – quella sì – di denigrazione dell’ospedale. Se l’azienda licenzia gli infermieri e crea il caos nei reparti, se gestisce male le risorse umane e usa “creatività” nelle nomine, nei concorsi e nelle assunzioni, se il bilancio segna il rosso, se la politica continua a fare i soliti giochetti non è responsabilità dei giornalisti. Le responsabilità sono dei medici che non fanno il loro dovere, dei dirigenti che si trasformano in “capetti”, del vertice aziendale che probabilmente non riesce a gestire al meglio un’azienda ospedaliera così importante come il San Carlo e dei politici che arrancano di fronte ai problemi.

I giornalisti hanno il dovere di informare l’opinione pubblica e di farlo anche con titoli che non sono graditi a qualcuno. Soltanto chi ha responsabilità politiche, amministrative e di direzione in quell’azienda può infangare la reputazione dell’ospedale. Non altri.

Dunque la si smetta con questa storia, perché non aiuta a migliorare le cose, anzi diventa una scusa per scaricare le responsabilità. Per “difendersi” dai “giornalisti cattivi” c’è un solo modo: fare le cose per bene, evitare di produrre fatti incresciosi che necessariamente diventano notizia.

E lo diciamo anche ai firmatari Coordinatori delle Unità Operative che oggi ci hanno chiesto la rettifica di un articolo in cui davamo notizia di una situazione molto critica all’interno dell’ospedale. Non abbiamo fatto altro che riportare ciò che loro stessi hanno scritto ai vertici aziendali. “A rischio le garanzie di sicurezza nelle cure e impossibilità di coprire i turni per causa dei licenziamenti di personale sanitario”. Non c’è nulla da rettificare, sempre che i firmatari della richiesta non vogliano rettificare loro stessi. Non è così che si migliorano le cose, non è con la paura che si risolvono le criticità. Occorrono coraggio e coerenza.

I cittadini hanno il diritto, costituzionalmente garantito, di sapere cosa sta accadendo in quell’ospedale. Il fango non c’entra nulla, e se proprio c’è qualcuno che lo sta gettando sull’ospedale San Carlo – ripetiamo – non sono i giornalisti, ma altri.

Nella speranza che arrivino giorni migliori per la sanità lucana salutiamo cordialmente tutto il personale medico, infermieristico, gli operatori amministrativi e degli altri servizi, certi della loro dedizione e del loro sacrificio ancora più intensi in questo momento così delicato per l’azienda ospedaliera.