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Inchiesta appalti, tangenti e dossieraggio: il procuratore Curcio smentisce coinvolgimento Gubitosi e Basentini

"Alcun fatto (neanche lontanamente) di rilevanza penale/disciplinare è emerso a loro carico nel corso delle indagini"

Il procuratore capo di Potenza, Francesco Curcio, in relazione ad alcune notizie di stampa sull’inchiesta che ha portato all’arresto dell’avvocato Potentino, Raffaele De Bonis, del finanziere, Paolo D’Apolito, e di Biagio Di Lascio, segretario particolare dell’ex governatore lucano, Marcello Pittella, con una nota specifica quanto segue:

Questo ufficio, avendo mantenuto un doveroso riserbo nel corso dell’udienza presso il Tribunale del Riesame riguardante le ordinanze cautelari emesse contro De Bonis ed altri ed avendo considerato rispettoso del lavoro dei giudici mantenere lo stesso atteggiamento fino a che non venisse depositata la relativa decisione, ritiene tuttavia, indispensabile,- a tutela di una corretta informazione e onorabilità dell’AG (Autorità giudiziaria ndr) potentina-chiarire alcuni profili dell’indagine preliminare in questione, ancora in pieno svolgimento, che notizie di stampa inesatte, quando non del tutto infondate, hanno, invece, rappresentato in modo non corrispondente alla realtà sostanziale e processuale, venendosi a confondere rapporti di conoscenza personale , del tutto leciti, (e che al più possono indurre il magistrato ad astenersi quando il conoscente diviene imputato/indagato in un procedimento da lui trattato) con comportamenti di rilievo penale e disciplinare che sono ben altra cosa.

Tanto premesso in riferimento alla posizione del Presidente Aldo Gubitosi e del dottor Francesco Basentinigià Procuratore Aggiunto di questo Ufficio, deve chiarirsi che alcun fatto (neanche lontanamente) di rilevanza penale/disciplinare è emerso a loro carico nel corso delle indagini e alcun “chiarimento” sulla loro posizione i predetti Magistrati dovevano rendere all’AG, posto che di nulla erano sospettati o accusati.

Piuttosto sia il dott. Gubitosi sia il dott. Basentini, sono stati doverosamente sentiti, come qualsiasi altra persona informata sui fatti (dunque quali soggetti estranei ai fatti contestati sia in questa che in altre sedi) non per chiarire la loro posizione o condotta, ma per riferire in ordine a circostanze relative alle vicende emerse dalle investigazioni svolte. La stessa vicenda dei “lavori del giardino” del dottor Gubitosi cui pure in modo allusivo si è dato conto dalla stampa locale, risulta del tutto priva di rilevanza penale e/o disciplinare, per come compiutamente emersa dalle investigazioni svolte.

Quanto ai rapporti con l’AG di Catanzaro, di cui pure viene dato conto in alcuni organi di stampa, deve essere rimarcato come, sia in questo che in altri casi, i rapporti fra questo Ufficio e quello calabrese, sia con riguardo alle indagini in corso (e alle modalità del loro svolgimento) che con riguardo alla competenza di ciascun Ufficio in relazione ai diversi fatti per cui ciascuno deve procedere, sono di piena ed assoluta sintonia.

Francesco Curcio Procuratore della Repubblica