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Manovra finanziaria. Il Parlamento è diventato un raduno di contabili esperti di quisquilie

Oltre 1500 emendamenti presentati dalla stessa maggioranza di Governo. Ormai questo Paese è alla mercé di partiti senza politica preoccupati esclusivamente della loro sopravvivenza elettorale

Sulla manovra finanziaria il Pd ha presentato 900 emendamenti, il M5S ne ha presentati 400 e il partito di Matteo Renzi 230. Se questa è una maggioranza parlamentare, Dracula è un donatore di sangue. Ormai questo paese è alla mercé di partiti senza politica preoccupati esclusivamente della loro sopravvivenza elettorale. Il consenso cash – ricercato attraverso grotteschi tentativi di distinguersi gli uni dagli altri – in vista delle elezioni sempre imminenti è la priorità assoluta. La breve stagione di questa maggioranza si caratterizza per essere una compagnia che non litiga ma se le dà di santa ragione. Chi non vuole la tassa sullo zucchero, chi sulla plastica, chi sulle auto aziendali.

C’è chi, il balzello pinco pallino, vuole ridurlo di 5 centesimi chi vorrebbe aumentarlo di 8 centesimi. La valanga di emendamenti presentata dai partiti che sostengono il Governo danneggia e indebolisce il Governo. Tuttavia, pare che al Pd a Renzi e al M5S, di Giuseppe Conte e dei suoi ministri non importa nulla. Ciò che conta è comunicare all’opinione pubblica differenze, segni particolari, capaci di mantenere netto il confine gli uni dagli altri. E queste differenze sono tutte lì, nei centesimi che misurano minuscole questioni su cui si confrontano questi minuscoli presuntuosi statisti del ventunesimo secolo italiano, esperti di quisquilie.

Questo parlamento appare sempre più come un raduno di contabili. Oltre la partita doppia, il vuoto. Oltre gli occhialini che fissano il libro mastro, nessuna visione politica.

Il respiro politico di una maggioranza che avrebbe dovuto offrire al Paese nuovi orizzonti, nuova linfa motivazionale, è alla canna dell’ossigeno. Clinicamente morta ogni speranza di costruzione politica di un fronte democratico capace di dare un’alternativa di futuro, libero da retaggi antistorici, a quella parte di italiani che credono nella possibilità di riscatto economico e sociale dell’Italia.

La maggioranza di governo ha ormai assunto la funzione di farmaco, auto-somministrato, che garantisce la sopravvivenza di partiti e leader accomodati nei letti del Parlamento ormai diventato un vero e proprio reparto di geriatria politica. Il loro unico pensiero è uscire da quell’ospedale non troppo acciaccati, per poterci ritornare con le loro gambe o magari con una protesi. Salvini e tutti i suoi seguaci, gongolano, e si preparano a dare l’ultima spallata che farà crollare il Paese.