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Occupazione, Uil: “Non più rinviabili staffetta e patto generazionale”

L'appello del segretario Vaccaro

La costituzione dell’Associazione “Comitato Lucano RMI-TIS”, con le iniziative già annunciate avviene, sia pure casualmente, in contemporanea con il bilancio di Garanzia Giovani e il programma di incontri. Una casualità che invece ha profondi significati che almeno la Uil non intende sottovalutare. Lo afferma il segretario generale della Uil Basilicata Carmine Vaccaro.

Il riferimento è al rischio del conflitto generazionale, una miccia sempre più “accesa”, e alle nostre proposte condensate dietro la parola d’ordine “staffetta e patto generazionale” che intendiamo perseguire ad ogni livello della società dando noi del sindacato, per primi, esempi in direzione anche del ricambio generazionale dei gruppi dirigenti.

L’Associazione – che si pone finalità di tutela del diritto al lavoro, riponendo particolare attenzione alle categorie RMI (Reddito Minimo d’Inserimento) e TIS (Tirocini d’Inclusione Sociale), alla tutela dell’ambiente, alla tutela delle fasce deboli ed al miglioramento del benessere generale, della qualità della vita e della salute pubblica – rappresenta una nuova occasione di partecipazione di quelle categorie sociali che hanno grandi difficoltà di trovare un lavoro non precario. Per questo, pur nel rispetto della piena autonomia associativa, non possiamo che guardare con grande attenzione a queste iniziative.

Il problema prioritario che richiede impegno sinergico è sempre l’occupazione: nonostante il buon risultato che riguarda l’ampliamento della platea dei lavoratori addetti alla forestazione ci sono ancora alcune migliaia di over 40 lucani, e andando oltre d’età consistenti di over 50, che non trovano lavoro. L’altra faccia della medaglia è invece rappresentata dal bilancio decisamente deludente del Programma Garanzia Giovani che acuisce lo “scontro generazionale”, padri-figli. Solo qualche tempo fa la fondazione Bruno Visentini lanciò un allarme purtroppo sottovalutato: un ventenne nel 2020 impiegherà 18 anni per rendersi autonomo, nel 2030 avrà bisogno addirittura 28 anni, diventando dunque ‘grande’ a 50 anni.

Di qui prende le mosse quel patto generazionale che consenta di dare stabilità ai giovani e flessibilità in uscita agli anziani che vede da tempo impegnati Uil Pensionati e Uil.

“Si pensi – aggiunge Vaccaro – che solo nella P.A. in Basilicata la “staffetta generazionale”, vale a dire un passaggio di testimone morbido fra un lavoratore over 60, prossimo al raggiungimento dell’età per la pensione, e un giovane inoccupato o disoccupato potrebbe produrre in un arco temporale limitato almeno 5-600 nuovi posti. Un’opportunità che, in altre Regioni, tra cui il Piemonte, è già realtà. Lo strumento guarda alla doppia esigenza di favorire un ricambio generazionale e di offrire al contempo, a chi sta per uscire dal mondo del lavoro, una progressiva riduzione del proprio impegno. Purtroppo come ci riferisce una ricerca Censis oggi giovani precari, domani anziani poveri: il 65% andrà in pensione con meno di mille euro. La “generazione mille euro” a fine carriera avrà ancora meno.

La ricerca è un monito per il sindacato: il 40% dei lavoratori dipendenti di 25-34 anni ha una retribuzione netta media mensile fino a mille euro. E in molti si troveranno ad avere dalla pensione un reddito più basso di quello che avevano a inizio carriera. Noi siamo sempre più convinti – e ci batteremo per questo – che necessario attuare una vera e propria staffetta generazionale: bisogna invertire il “sistema Italia” e dare ai pensionati una vita serena e ai giovani assicurare stabilità. In tutto questo – conclude Vaccaro – vanno costruite le condizioni di autentico patto tra generazioni perchè esperienza, saggezza si coniughino con creatività ed innovazione in una contaminazione di valori prima di tutto umani, civici e solidaristici.