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Pd, parla la sindaca espulsa: “In Basilicata è solo una sommatoria di egoismi individuali”

Viviana Cervellino, primo cittadino di Genzano di Lucania: "Si assiste soltanto a una folle corsa alla sopravvivenza personale e al mantenimento di rendite di potere"

Gentile Direttore,

approfitto dello spazio che vorrà concedermi per una ‘ultima’ riflessione ad alta voce sulla mia espulsione dal Partito democratico. Come è noto, infatti, sono trascorsi già due mesi e alle mie continue, anzi insistenti, sollecitazioni non vi è stato dato alcun riscontro. Vani sono stati il ricorso alla Commissione di garanzia competente, la richiesta di accesso agli atti, notificata al Partito democratico di Basilicata da un legale in mia rappresentanza e le lettere e le richieste di audizione al segretario Nicola Zingaretti e, in ultimo, al neo Commissario regionale, il senatore Dario Stefano, l’unico, a dire il vero, che mi abbia degnato di una risposta.

Chiedo a Lei e a tutti i lettori, cos’altro può fare un tesserato difronte a siffatte resistenze? A chi altri rivolgersi?

Se un partito blinda e rende inaccessibile e poco trasparenti le sue decisioni, si assiste a una vera e propria lesione delle libertà individuali, tra cui la libera aggregazione e partecipazione alla vita del partito stesso. E’ in atto una vera e propria deriva autoritaria che mina le più elementari regole di convivenza civile tra individui e svilisce la voglia di partecipazione ad aggregazioni politiche.

Mi chiedo e chiedo: che partito è quello che sanziona e condanna, senza un contraddittorio? Che partito è quello che adotta provvedimenti ad personam? Perché di questo si è trattato: un provvedimento ad personam, in deroga a tutte le rituali procedure conformi a statuto e regolamenti, che ha sanzionato due consiglieri provinciali, rei di essersi autosospesi da un Gruppo consiliare, per manifesto dissenso rispetto ai comportamenti della segretaria provinciale di Potenza.

Chiarisco che mai alcun segretario ha espulso di suo pugno, senza una opportuna istruttoria e diritto di replica un tesserato o peggio ancora un dirigente! Tutto questo negando alla sottoscritta anche il legittimo diritto alla difesa.

Per questo, con sincera amarezza e con profondo rammarico, rinuncio. Non trovo più motivi per continuare questa mia battaglia di democrazia e verità. Rinuncio a voler far parte di un partito che non mi ha rispettata come donna, militante e rappresentante istituzionale. Contravvenendo, purtroppo, a tutte le mie convinzioni, decido di non voler più combattere contro questo muro di indifferenza e di omertà e rinuncio pertanto a far parte di una comunità politica che ha smesso purtroppo di mettere al centro persone e ideali, sostituendoli con i meri interessi di corrente.

La verità è questa: il Pd in Basilicata è ormai solo una sommatoria di egoismi individuali! Si assiste soltanto a una folle corsa alla sopravvivenza personale e al mantenimento di rendite di potere, slegate da ogni logica di consenso diretto, ma frutto di rapporti di forza tra correnti. Mi arrendo all’evidenza dei fatti: per quelli come me (ve ne sono stati tanti negli anni, sui territori!) che hanno scelto di portare la bandiera del partito in tutte le competizioni, senza mai vergognarsene, anche quando la bora del dissenso soffiava forte, non v’è più spazio.

Il rammarico più grande è che un lavoro di anni per scrivere una storia, di ideali e passione, di impegno e militanza è stato azzerato inopinatamente con una lettera di poche righe.

Chiarisco che in ogni caso rimarrò una fervida sostenitrice del centrosinistra, per adesione totale a valori e idee che non mutano per una delusione, per l’amarezza o per il dispetto di qualcuno o di qualcuna. Ringrazio tutti coloro che in queste settimane mi hanno espresso vicinanza e solidarietà per quanto mi è accaduto, soprattutto chi lo ha fatto pubblicamente, assumendosi orgogliosamente la responsabilità di una posizione netta. In verità, molti altri lo hanno fatto in forma privata, forse per non urtare la suscettibilità di chi ha voluto, legittimato e condiviso questo provvedimento. Ne comprendo l’imbarazzo.

Auguro agli altri militanti, che sono il cuore pulsante di questo partito, di non vivere mai una esperienza simile alla mia e che ne facciano tesoro per rimuovere questa patina di autoritarismo, ritrovando le ragioni di un reale pluralismo e di una vera partecipazione dei territori alla vita politica del Partito democratico. Per il bene del Pd, anche se dall’esterno, auspico che si arrivi rapidamente ad un congresso, affinché si ponga fine a questa stagione di oscurantismo politico.

Viviana Cervellino, sindaco di Genzano di Lucania e consigliere Provincia di Potenza